Come ogni anno, dopo la pubblicazione della graduatoria del FUS, il fondo unico per lo spettacolo che serve a finanziare il sistema teatrale e dello spettacolo nel nostro Paese, ecco contenti e scontenti. Quest'anno, forse per la prima volta, in molti sono venuti allo scoperto, mettendo il dito nella piaga di alcune conseguenze tecniche della riforma varata qualche anno fa. Il teatro ErtEmilia Romagna Teatro, una delle riconosciute eccellenze del nostro panorama nazionale, e non solo, denuncia in un comunicato stampa il taglio ingiustificato, per il secondo anno consecutivo, di oltre 90mila euro.

Certo, in apparenza la cifra non sembra grande cosa, rispetto a oltre 1,8 milioni di euro di finanziamento statale, eppure – considerati i punteggi ottenuti ai vertici di ogni parametro dall'ente dell'Emilia Romagna, sembra inspiegabile che chi ha meritato di più prenda di meno. Mentre chi ha meritato di meno – ed è questa la polemica sottintesa – finisca per vedere aumentato il proprio contributo.

Tagli all'Ert, segno più allo Stabile di Napoli

È il caso, ad esempio, del Teatro Stabile di Napoli, che vede aumentare il proprio finanziamento di circa 130mila, nonostante la controversa gestione di questi anni, che ha visto molte compagnie denunciare la tempistica dei pagamento, che con la fine dell'era di Luca De Fusco dovrebbe terminare. Ma le polemiche non finiscono qui. Sempre secondo i vertici di Emilia Romagna Teatro, infatti, una delle vere criticità del modo in cui vengono ripartiti i finanziamenti allo spettacolo dal vivo, sono i tempi con cui gli stessi vengono poi accordati:

"La cosa scandalosa, poi, è che il finanziamento arrivi ora, a luglio, con impegni già fissati. Quando raccontiamo ai nostri colleghi stranieri la nostra situazione non si raccapezzano"

L'Italia investe lo 0,2% del Pil nel teatro, la Francia l'1%

Ovviamente, se tutti questi aspetti, sono frutto di esperienze particolari, seppure dall'alto valore generale, il dato più sconcertante in assoluto resta l'impegno complessivo che nel bilancio dello stato viene affidato alla tutela e alla promozione del sistema teatrale nazionale nel suo complesso. Nonostante il ministro Bonisoli abbia più volte annunciato l'aumento dei finanziamenti complessivi al Fus, di almeno 5 milioni quest'anno, in realtà, è aumentato di un paio di milioni di euro ed è fermo a 345.966.856 euro, praticamente zero rispetto ai grandi Stati europei (e anche quelli meno grandi), considerato che l'Italia finanzia per un misero 0,2 % del Pil il teatro, mentre paesi guida come la Francia vanno ben oltre l'1%.