Dopo il ministro Fioramonti, tocca ad Azzolina provare a rimettere lo studio della storia al centro dei percorsi formativi dei giovani. Troppi gli episodi di intolleranza, manifestatisi in questi ultimi anni nel nostro Paese, troppo e sempre più gigantesco (causa pubblicità mediatica) lo stupidario delle frasi di odio e discriminazione in giro tra i giovani italiani. Non a caso, tre giorni fa, durante la Giornata della Memoria, la neoministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato al Quirinale, sotto lo sguardo attento del presidente Mattarella, la nascita di una commissione di studiosi:

che faccia proposte per dare importanza alla storia come bene comune, come risposta al riaffacciarsi dell’odio, del negazionismo e dell’indifferenza.

Lo studio della storia contro ogni forma di odio

Odio, negazionismo, indifferenza. Stop. La storia è un bene comunque, basato su valori condivisi. Da qui non si scappa, a meno che non si voglia scappare verso forme più o meno soft di autoritarismo. Anche perché odio, negazionismo, indifferenza sono tre parole macigno, che gravano sull'inquinato dibattito pubblico nel nostro Paese, non da oggi, e che ha visto in eclatanti, quanto stupidi gesti, anche recenti, il manifestarsi di istinti di odio profondi e viscerali. A capo della Commissione, Azzolina ha nominato lo storico Andrea Giardina, ma del neonato Osservatorio fanno parte docenti universitari che lavoreranno a stretto contatto con il mondo della scuola. Non ancora completa, la lista comprende: Alberto Melloni, Leila El Houssi, Patrizia Gabrielli, Silvia Calandrelli, Maria Grazia Riva, Simon Levis Sullam, Andrea Zannini.

La commissione di studiosi nominata da Azzolina

Di cosa si occuperà la suddetta commissione? Dovrà occuparsi della formazione dei docenti e dei metodi di insegnamento, sempre come ha dichiarato la neoministra:

in relazione alla mutata platea dei discenti e alle esigenze legate alla diversità di genere, di cultura e di appartenenza.