Il direttore del Cenacolo: “Sfera Ebbasta si è avvicinato a Leonardo con umiltà. Le periferie meritano bellezza”

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Il direttore del Cenacolo Vinciano Angelo Crespi e Sfera Ebbasta
Il direttore del Cenacolo Vinciano Angelo Crespi racconta a Fanpage.it l’iniziativa inclusiva con Sfera Ebbasta che ci ha girato il video di “Lontano”: “Un grimaldello per intercettare nuovi pubblici, si è avvicinato a Leonardo con un’umiltà toccante”.

C'è chi, sin dal primo momento, ha riconosciuto nell'operazione di Sfera Ebbasta al Cenacolo Vinciano un momento di integrazione, una connessione tra due linguaggi che poche volte, in passato, è riuscita a trovare una propria chiave. E proprio in questo momento, il video di "Lontano", girato all'interno degli spazi museali, ma soprattutto il progetto di inclusione sociale che vede protagonisti lo stesso rapper con l'organizzazione del Museo del Cenacolo Vinciano, rispettano invece una nuova strada, lontana dalle narrazioni stereotipate della musica rap. Infatti, proprio nelle scorse ore, Sfera Ebbasta ha voluto essere fisicamente presente per incontrare gli studenti dell'Istituto comprensivo Piazza Costa "Morandi" di Cinisello Balsamo, scuola frequentata in passato dallo stesso artista, durante una delle 3 aperture straordinarie organizzate all'interno del Museo da Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera e del Museo del Cenacolo Vinciano. Lo abbiamo intervistato, spaziando sul potere figurativo della musica e di quanto "Lontano" abbia rappresentato dapprima un unicum, ma che potrebbe aprire successivamente un filone di collaborazioni tra i musei e i protagonisti dei nuovi linguaggi, non solo musicali.

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Il direttore del Cenacolo Vinciano Angelo Crespi e Sfera Ebbasta

Crespi ha sottolineato come la proposta del video di "Lontano" lo abbia affascinato sin dall'inizio: "La canzone ci è sembrata una sorta di poetico atto di redenzione, sempre considerando il contesto della musica di questo genere e dei suoi codici linguistici: un giovane cresciuto nelle periferie che diventa una star di successo, ma il cui successo mette in crisi una serie di valori che vanno oltre la fama momentanea". Una diapositiva che restituisce anche l'avvicinamento del rapper all'opera di Leonardo Da Vinci: "Sfera Ebbasta si è avvicinato a Leonardo con un'umiltà davvero toccante". E proprio in questo senso, la svolta è arrivata dalla proposta del rapper di sostenere economicamente un progetto d'inclusione sociale destinato ai ragazzi delle periferie milanesi e ai pubblici più fragili. Infatti, dopo il primo incontro con gli studenti di Cinisello, l'8 e il 13 novembre il Museo aprirà le porte ai gruppi supportati dall'Associazione "I Bambini delle Fate" e ai giovani pazienti del reparto di Pediatria dell'Ospedale Niguarda.

Proprio il direttore Crespi sottolinea come l'iniziativa proposta da Sfera Ebbasta sia un messaggio perentorio per i più giovani: "Educare alla bellezza significa immaginare un mondo migliore, dare una speranza, proporre cose sensate rispetto a cose insensate: la bellezza produce imitazione positiva ed è ingiusto che chi abita le periferie, dal punto di vista architettonico spesso squallide, abbia come unico orizzonte il brutto. Il brutto genera il male; il bello spinge al bene". Si sofferma soprattutto sul ruolo di Sfera Ebbasta, non solo in qualità di mecenate per l'iniziativa inclusiva, ma anche come modello di riferimento per un nuovo pubblico, più giovane, che si affaccia alla cultura, ai musei: "Sfera Ebbasta è un acceleratore di progetti già esistenti; una sorta di grimaldello per aprire nuove porte verso nuovi pubblici".

Proprio l'indirizzo designato dal direttore Crespi cerca di destrutturare lo stereotipo primordiale della cultura come elitaria, parlando della "visione" in merito ai nuovi traduttori come Sfera Ebbasta: "Ogni generazione traduce il patrimonio culturale secondo la propria epoca, sebbene i capolavori resistano in eterno e sopravanzino le epoche. Dunque ben vengano nuovi e giusti traduttori". E la visione di cui parla Crespi non si limita alla ricerca di un nuovo pubblico, quantitativamente parlando, soprattutto dopo aver sottolineato che il Museo è già ampiamente prenotato con 6 mesi di anticipo, legandosi principalmente al turismo internazionale. Ma si rivolge a un pubblico giovane che non si sente escluso dalla narrazione elitaria dell'arte: "Poiché non sappiamo chi sarà il fruitore perfetto, la persona che coglierà davvero il messaggio, non dobbiamo escludere nulla. Se anche solo un ragazzo migliorasse la propria esistenza avendo visto il Cenacolo sarebbe sufficiente, non avendo bisogno di un maggior numero di visitatori bensì avendo come necessità quella di intercettare il cuore e la mente delle persone".

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Sfera Ebbasta, Angelo Crespi e gli studenti dell'Istituto comprensivo Piazza Costa "Morandi" di Cinisello Balsamo

Nel frattempo Crespi demolisce anche la narrazione riguardo all'interesse dei più giovani nei confronti dell'arte, sottolineando come gli studenti dell'Istituto comprensivo Piazza Costa "Morandi" di Cinisello Balsamo siano rimasti affascinati dal racconto dell'opera e dalla solitudine di un uomo che è stato tradito: "Mentre spiegavo nel modo più semplice quello che rappresenta l’Ultima Cena, cioè la solitudine di un uomo che è stato tradito e lo sbigottimento, la sorpresa, il dolore dei sui amici, dei discepoli, che scoprono che uno di loro ha tradito, è calato un silenzio quasi mistico". Una reazione che ha sorpreso anche i docenti accompagnatori, che hanno svelato come molti dei ragazzi di questa scuola "non sono neanche mai stati in centro a Milano". Crespi dipinge il Cenacolo come un bene collettivo, offrendo anche una similitudine con l'autore: "Leonardo non dipinse il Cenacolo per gli storici dell’arte o per i curatori, e neppure per le persone colte; lo dipinse per i padri domenicani del convento di Santa Maria delle Grazie e per i loro fedeli, cioè per le persone umili di cuore".

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