19 Novembre 2015
17:01

Salvatore Settis commenta la Riforma dei Musei e il libro di Elena Croce

Durante la giornata di studi per il centenario della nascita di Elena Croce, figlia del grande filosofo napoletano, abbiamo incontrato Salvatore Settis, insigne archeologo e storico dell’arte a cui abbiamo chiesto di commentare la Riforma dei Musei italiani voluta dal Ministro Franceschini e di introdurci alla riedizione del volume “La lunga guerra per l’ambiente”.
A cura di Luca Marangolo

A margine della giornata di studi per il centenario della nascita di Elena Croce, figura di spicco della cultura italiana che si è svolto presso l'Istituto degli Studi Storici Benedetto Croce lo scorso 6 Novembre, abbiamo incontrato Salvatore Settis, senza dubbio una delle massime eccellenze accademiche italiane nell'abito degli studi archeologici che da sempre si è impegnato nella battaglia per la conservazione, la tutela e la valorizzazione dei Beni culturali, paesaggistici e ambientali.

Per questa ragione abbiamo deciso di parlare con lui di alcuni degli argomenti di più urgente attualità nell'ambito della cultura: prima fra tutti, ovviamente, la riforma Franceschini, che prevedere un rinnovamento radicale della direzione di alcuni dei principali poli museali italiani, con l'assunzione di venti direttori provenienti da tutta Europa.

La conversazione si è poi estesa ai criteri di riforma del sistema e Settis, come potrete vedere, si è soffermato con attenzione su alcuni nuclei fondamentali della questione, quali il reperimento e la distribuzione delle risorse e, ad essi collegato, il rapporto fra tutela e valorizzazione.

La posizione dell'insigne archeologo è infatti che non sia possibile alcuna valorizzazione dei beni culturali senza la loro tutela, implicitamente quindi mostrando una distanza da politiche museali disinvolte che tendono a trasformare i poli culturali in punti di attrazione per i turisti talora a discapito della conservazione dei beni stessi. Argomento che Settis non ha mai fatto mistero di sostenere in più pamphlet, non ultimo il suo Italia Spa (Feltrinelli).

Ma molto interessante l'angolatura attraverso la quale, pur riconoscendo il merito della chiarezza intellettuale e della volontà riformatrice del Ministro, Settis critica la riforma, accusandola essenzialmente di privilegiare le strutture museali al grande patrimonio artistico disseminato al di fuori dei musei stessi su tutto il territorio nazionale, affidato alla tutela delle Sovrintendenze che sono penalizzate finanziariamente dalla nuova legge.

Settis da sempre si batte per una più attenta tutela del patrimonio artistico cui, nella sua visione, è profondamente legata una oculata e soprattutto lungimirante gestione dell'erario statale che potrebbe fornire importantissime risorse per un patrimonio che rappresenta forse uno delle maggiori opportunità di investimento della nostra nazione, sul lungo periodo.

E proprio parlando di quanto il nostro patrimonio museale, ambientale e culturale rappresenti storicamente un rimosso collettivo, la conversazione si è poi spostata sulla figura di Elena Croce, la figlia del filosofo, che si può ben dire un pioniere nell'ambito della tutela del patrimonio ambientale.

Salvatore Settis ha infatti scritto la prefazione ad una nuova edizione di un testo che rappresenta di fatto il manifesto dell'impegno ambientalista di Elena Croce, La lunga guerra per l'ambiente che uscirà nel gennaio prossimo per i tipi della casa editrice La scuola di Pitagora, per la curatela di Anna Fava e Alessandra Caputi.

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