Kanye West fermato nel Regno Unito per antisemitismo, ma il concerto a Reggio Emilia è confermato

Gli organizzatori dell'HellWatt festival di Reggio Emilia, confermano Ye, precedentemente noto come Kanye West, come uno degli headliner, nonostante le critiche per antisemitismo. Il rapper americano, infatti, è stato cancellato dal cartellone del Wireless Festival di Londra, dove avrebbe dovuto esibirsi dal 10 al 12 luglio. Il Primo Ministro Keir Starmer e il Governo hanno bloccato il visto d'ingresso per il rapper che in passato si è contraddistinto per posizioni antisemite: il festival è stato cancellato e coloro che avevano acquistato il biglietto, circa 150 mila persone, saranno rimborsate.
Questo incidente sta creando forte dibattito anche in Italia, dove West è atteso per il prossimo 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia, come concerto finale del Festival che vede tra i protagonisti anche Travis Scott, Wiz Khalifa, Ty Dolla Sign, Offset, The Chainsmokers, Rita Ora e Martin Garrix tra gli altri. Gli organizzatori affermano che "il concerto di YE all’interno di Hellwatt Festival è confermato, sono già stati venduti oltre 68 mila biglietti e la prossima e ultima prevendita sarà il 16 aprile (per chi in questi giorni si pre-registra) e 17 aprile (per tutti gli altri) su Ticketmaster".
La conferma arriva nonostante le critiche di ANPI e dell'Istituto Cervi. Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943 a Reggio Emilia, ha dichiarato che l'Italia arriva in ritardo su queste questioni, mostrandosi favorevole alla scelta della Gran Bretagna. "Uno che gira con delle svastiche non deve essere degno di girare da nessuna parte, non solo a Reggio Emilia o a Londra" ha detto Cervi facendo riferimento alle dichiarazioni antisemite del rapper americano. In passato Ye ha più volte mostrato fascinazione per il nazismo e per Hitler e pubblicizzò anche una maglietta con la svastica in vendita sul suo sito web.

Il cantante arrivò anche a dichiarare: "Tutti gli esseri umani hanno qualcosa di valore che mettono sul tavolo, soprattutto Hitler. Vedo delle cose buone anche in Hitler. Amo tutti. Hitler ha inventato le autostrade, il microfono che io uso. Non si può dire ad alta voce che non ha mai fatto nulla di buono. Mi piace Hitler". Lo scorso anno la sua canzone "Heil Hitler" fu bannata dalle piattaforme di streaming, ma sono oltre 20 anni che il cantante è sospettato di antisemitismo, al punto che alcuni brand, tra cui Adidas e Balenciaga, lo hanno mollato. Il rapper fu anche costretto a delle scuse pubbliche alla comunità ebraica.
"Se si potesse non fare il concerto, sarebbe meglio. Ma se ci sono delle penali, meglio lasciar perdere. Non vale la pena spendere soldi per uno del genere… – ha continuato Cervi -. Credo che anche agli organizzatori e alle cooperative che gestiscono l'Rcf Arena non piacciano le posizioni di questo artista. Ma evidentemente non ci hanno pensato prima". Nei mesi scorsi anche l'ANPI aveva criticato la scelta degli organizzatori e continua a farlo con la Presidente della sezione di Reggio, Anna Ferrari: "Gli organizzatori del concerto alla Rcf Arena (…) hanno fatto una scelta e se ne assumeranno la responsabilità (…). Mi fa piacere e prendo atto però che ci sono nazioni come il Regno Unito che hanno assunto una decisione netta e forte.
Kanye West ha dichiarato che il suo disturbo bipolare lo ha portato a cadere in "un episodio maniacale di quattro mesi, caratterizzato da comportamenti psicotici, paranoici e impulsivi che mi hanno distrutto la vita". E si era detto disponibile a incontrare di persona i membri della comunità ebraica nel Regno Unito, per ascoltarli: "So che le parole non bastano, dovrò dimostrare il cambiamento con i fatti. Se siete aperti, io sono qui" ha detto. "La comunità ebraica vorrà vedere un sincero pentimento e un cambiamento prima di credere che il luogo appropriato per mettere alla prova questa sincerità sia il palco principale del Wireless Festival" ha detto Phil Rosenberg, presidente del Board of Deputies of British Jews. Kanye West, quindi, dovrà rispondere di anni di antisemitismo. "C'è chi ancora si aduna nelle piazze facendo il saluto romano, mentre a noi dicono di non cantare ‘Bella Ciao' perché è divisivo…" ha concluso Cervi, benché per adesso la sua presenza in Italia è più che confermata.