Il magico culto delle anime pezzentelle, il romanticismo legato alle anime sulla strada per il paradiso e tutte le storie dei fedeli che le hanno per secoli venerate. In mostra per la prima volta nel Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco di Napoli dal 1 dicembre al 17 gennaio intitolata “Ritorno. Il culto delle anime pezzentelle”. L'esposizione è la prima nel suo genere, raccoglie oltre cento anime del Purgatorio in terracotta dipinta, datate fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, provenienti da una collezione privata un tempo venerate all'interno delle edicole scomparse. Tra le anime presenti ci sono gruppi interi con lo "scoglio" che è la base su cui poggiano i pastori nell'arte presepiale, in legno, in sughero e con il crocifisso l’Addolorata e il teschio, oltre che una serie di anime a mezzo busto avvolte dalle fiamme e imploranti penitenza e perdono. I teschi sono di cartapesta, di terracotta policroma di diverse dimensioni, e un gran numero di Addolorate singole, di Crocifissi, di teschi e di accessori.

Il culto delle anime rappresenta il legame tra vivi e morti ed è una tradizione tipicamente napoletana basata su uno scambio reciproco tra morti e vivi: cioè favori per i vivi e preghiere per i morti. I morti devono riuscire a oltrepassare il purgatorio mentre i vivi devono superare gli ostacoli della vita e quindi si aiutano reciprocamente con le preghiere. La tradizione è antica: con la creazione nella seconda meta del Settecento delle edicole devozionali le anime trovano un luogo più vicino ai fedeli, mentre nella seconda metà dell’Ottocento proliferano le piccole grotte purgatoriali lungo le strade della città. Tradizione che viene proibita dalla Chiesa nella seconda metà del Novecento. La collezione delle animelle è opera di un esperto di presepe popolare romano che nel corso della vita le ha trovate e raccolte in tutto il centro storico di Napoli. La collezione successivamente rischiava di essere dispersa, fu quindi rilevata da un restauratore napoletano Diego Pistone e poi acquistata dall'Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus, il cui presidente è  Giuseppe D’Acunto.

La curatrice della Mostra e del Complesso Museale Francesca Amirante spiega: "Ritorno è la parola chiave, non solo per il contenuto, ma anche per l’organizzazione. Sono stati coinvolti giovani professionisti che si sono formati e hanno lavorato a Venezia, a Milano, a Londra e che hanno deciso di spendere le proprie competenze a Napoli e tornare nel nostro territorio”. L'esposizione, il cui allestimento è curato da Nicola Ciancio, è diffusa in tutta la chiesa: dalla navata centrale alla Sagrestia all’Ipogeo. Nello spazio dell’Ipogeo, invece, sarà proiettato un video-racconto di Gualtiero Peirce dal titolo “Vi aspettiamo per il rinfresco” che rappresenta una vera e propria opera autonoma dedicata ai visitatori al termine del percorso delle Mostra. Il contenuto della mostra è raccolto in un catalogo a cura di Francesca Amirante, corredato dalle fotografie di Luigi Spina, uno dei più autorevoli fotografi italiani, con contributi di Ulrich van Loyen e Vittoria Vaino.