Morte Michele Merlo, i legali della famiglia sostengono la condotta colposa del medico: richiesto il risarcimento

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I legali dei familiari di Michele Merlo chiedono il risarcimento per la condotta colposa del medico che, per primo, ha visto il 28enne e non ha eseguito una giusta diagnosi. L’esito della sentenza si saprà tra un mese.

Nella giornata di ieri, 15 settembre, si è tenuta l'ultima udienza del processo che vede contrapposta la famiglia di Michele Merlo, il cantante scomparso a 28 anni a causa di una leucemia fulminante e il medico di base Pantaleo Vitaliano, a cui viene imputata una condotta colposa nella gestione di quanto accaduto al ragazzo.

La richiesta di risarcimento: la sentenza fra un mese

Si dovrà attendere trenta giorni per avere l'esito della sentenza, ma stando a quanto presentato dagli avvocati della famiglia di Michele Merlo, ovvero Stefano Venuta, Elisa Baldaccini e Marco Antonio dal Ben, la richiesta di risarcimento avanzata dai familiari merita di essere accolta perché "la condotta del dott. Vitaliano è colposa; sia perché esiste il nesso di causa tra condotta ed evento; sia perché, in ogni caso, l’errore medico del convenuto ha determinato, in capo alla persona offesa e agli odierni attori, in termini di derivazione causale una perdita di chance di sopravvivenza" come si legge sulle pagine del Corriere della Sera. I legali sostengono che il danno subito dai genitori di Merlo venga, quindi, risarcito. Il medico avrebbe agito in modo "negligente, imprudente e imperito", poiché dinanzi agli ematomi che il 28enne presentava in varie parti del corpo, non si sarebbe soffermato nel formulare una diversa ipotesi clinica dallo strappo muscolare con cui liquidò, all'epoca dei fatti, il suo paziente. Non ipotizzò, quindi, che potesse esserci un problema ematologico di natura diversa da quella esposta. L'errata diagnosi, quindi, avrebbe ritardato un intervento repentino che, quindi, avrebbe potuto salvare la vita del giovane cantante.

L'archiviazione dell'indagine per omicidio colposo e la causa civile

La causa della morte di Michele Merlo, avvenuta il 6 giugno 2021, è stata un'emorragia cerebrale provocata da una leucemia fulminante, non diagnosticata nel giusto tempo. Nel 2023 era stata richiesta l'archiviazione dell'indagine per omicidio colposo, perché non era certo che una diagnosi avrebbe davvero potuto salvare la vita del ragazzo, la richiesta fu accolta poi nel 2024. Archiviata la responsabilità penale, la famiglia ha deciso di avviare una causa civile, per accertare in questa sede la responsabilità del medico per la morte del giovane e risarcire la famiglia dei danni patrimoniali e non patrimoniali. L'ultima perizia legale di luglio ha evidenziato che, comunque, il 28enne avrebbe avuto poche possibilità di sopravvivere.

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