Morta a 81 anni la scrittrice statunitense Annie Dillard, vincitrice del Premio Pulitzer e premiata da Barack Obama

Immagine
Annie Dillard, 2026
È morta a 81 anni la scrittrice e saggista statunitense Annie Dillard, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1975 per “Pilgrim at Tinker Creek”.

È morta a 81 anni la scrittrice e saggista statunitense Annie Dillard per cause naturali nella sua casa di South Wellfleet, in Massachusetts. La notizia è arrivata dalla sua esecutrice letteraria Maggie Nelson. L’autrice, nata a Pittsburgh il 30 aprile 1945, è stata una pioniera della letteratura naturalistica contemporanea e vincitrice del Premio Pulitzer con "Pilgrim at Tinker Creek" ("Pellegrinaggio al Tinker Creek"), un'opera basata sull'osservazione solitaria della natura nella Roanoke Valley in Virginia.

Cresciuta in una famiglia della borghesia agiata, come racconterà nella sua opera "An American Childhood", insieme alle sue sorelle minori Amy e Molly, dopo aver frequentato la Ellis School di Pittsburgh e le scuole di danza, si trasferirà all'Hollins College in Virginia. Lì, vicino al torrente Tinker Creek, darà vita a "Pellegrinaggio al Tinker Creek", il libro che le valse il Pulitzer nel 1975, a soli 29 anni, pubblicato in Italia da Bompiani. Come riportato dalle cronache dell'epoca, raggiunta telefonicamente dalla stampa mentre si trovava in casa, le fu chiesto cosa stesse facendo in quel momento. Rispose che stava lavando degli spinaci. Alla replica dei cronisti, i quali le fecero notare che non ne avrebbe mai più avuto bisogno, ribatté: "Certo che lo farò. Non mi piace la sabbia negli spinaci".

L'esperimento senza elettricità e acqua corrente per "The Living"

Tra il 1980 e gli inizi degli anni Duemila, l'autrice affiancò all'attività editoriale l'insegnamento accademico nel dipartimento di Inglese della Wesleyan University. In quegli anni scriverà anche "Una vita a scrivere", un saggio in cui ridimensiona lo stato emotivo del processo creativo dello scrittore, spogliandolo di qualsiasi epicità narrativa. Una simile operazione avvenne nel 1999 per "For the Time Being", in cui rigetta la visione della sofferenza come punizione divina, ma come conseguenza dell’aggrovigliarsi di universi differenti in una realtà propria. Solo qualche anno prima, nel 1992, per lavorare alla stesura del suo primo romanzo "The Living" (che in Italia fu pubblicato negli anni 90 da Frassinelli con il titolo "Il lungo fiume della vita"), ambientato tra i coloni del Pacifico nord-occidentale nel diciannovesimo secolo, si trasferì su un'isola di Puget Sound vivendo senza elettricità e acqua corrente. Un esperimento di immedesimazione che le varrà anche il successo letterario, con l’opera che venne inserita tra i libri più venduti negli Stati Uniti dal New York Times.

Premiata alla Casa Bianca dal presidente Barack Obama con la National Humanities Medal

Nel 2007 pubblicherà il suo ultimo romanzo, "The Maytrees", ma soprattutto nel 2014 venne insignita della National Humanities Medal. Si tratta di una delle più alte onorificenze statunitensi per meriti umanistici e letterari, consegnatole alla Casa Bianca dall’allora presidente Barack Obama. Ritornerà nel 2016 con un’ultima pubblicazione, "The Abundance" (in italiano "Ogni giorno è un Dio" sempre per Bompiani), ovvero una retrospettiva e raccolta di suoi saggi, che ridefiniscono la sua produzione precedente, mentre, come ha svelato nella sua ultima intervista a NPR, ha dedicato il tempo del suo ritiro a una grande passione giovanile, come quella della pittura e del disegno. Nella stessa intervista commentò anche la progressiva perdita di memoria a breve termine.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views