Giornalista e scrittore italiano, Cristiano Gatti è tra i nomi che caratterizzano le tracce del Miur di questa Maturità 2019. Il suo articolo pubblicato su Il Giornale in cui celebrava il giorno della vittoria al Tour di France di Gino Bartali nel 1948 è il punto di partenza del secondo tema di attualità sottoposto ai 520mila studenti che oggi affronteranno la prova di italiano. Una traccia che unisce sport e storia, trattando di un delicato momento della storia italiana, quello immediatamente successivo all'attentato a Togliatti.

Chi è Cristiano Gatti

Nato nel 1957, Cristiano Gatti vive tuttora a Bergamo, in provincia di Milano. Laureato in economia, ha iniziato la sua carriera giornalistica scrivendo sul Giornale di Bergamo. Da allora, non si è mai fermato scrivendo per il Giorno, dove diventa inviato speciale, e, poi, lavorando per Il giornale dal 1994 al 2015, occupandosi di cronaca, attualità e costume. Intanto, collabora anche con diverse testate nazionali come Europeo e Gente, nonché con la testata locale L'eco di Bergamo. Poi, inizia a scrivere per Il corriere della Sera, dove lavora attualmente. É anche opinionista del mensile "Tuttobici". Ha vinto diversi premi giornalistici come il "Premio di giornalismo sportivo Gualtiero Zanetti" nel 1993, il "Premio Piedicastello Letterario e Giornalistico Internazionale" grazie ad un articolo del 2003 e il "Premio gruppo lombardo giornalisti sportivi Gino Palumbo" ottenuto nel 2012.

Cristiano Gatti: non solo giornalismo

All'attività giornalistica Cristiano Gatti ha affiancato anche quella di scrittore. Suoi i romanzi "La grande idea" (2003), "L'amore sublime" (2005), "Memo e il generale" (2009) e "Negli anni l'amicizia" (2016), tutti pubblicati da Prima Pagina edizioni. Quest'anno ha lavorato a due mani con Ario Gervasutti al testo "Romanzo impopolare. La vera storia della scomparsa di una banca dei suoi 120mila azionisti. Perché un intero territorio è stato spolpato e perché può accadere ancora", edito Aviani. Al centro dell'inchiesta intercettazioni e documenti che raccontano la storia della Banca di Vicenza tra momenti di gloria e rovinose sconfitte. Tanti documenti inediti che rivelano migliaia di verbali e interrogatori, insieme a oltre due milioni di pagine di atti. "La sensazione è che si voglia il cadavere di una banca italiana", si legge sulla quarta di copertina. Dopo tanti anni di lavoro come giornalista sportivo, non gli è ancora passata la voglia di scavare a fondo tra le pieghe della storia italiana, raccontando sia gli splendori delle vittorie che le pagine più cupe del nostro bel Paese.