Il prossimo mese si terrà la terza edizione di Libropolis, "festival dell'editoria e del giornalismo", in quel di Pietrasanta, in provincia di Lucca. Tre giorni di appuntamenti e dibattiti dove, lontano dalle polemiche del Salone del Libro di Torino sull'opportunità o meno che tra gli espositori vi siano case editrici legate ad ambienti neofascisti e di estrema destra, si radunerà gran parte dell'editoria dell'area. In questa o passate edizioni sono state presenti ad esempio le case editrici: Passaggio Al Bosco, Ferrogallico, Arianna Editrice, La Roccia di Erec e altri. Eppure, all'apparenza, Libropolis non ha niente a che fare con l'estrema destra e gli espositori non sono di certo tutti collocabili politicamente in una maniera così definita. Anzi: tra i sette membri del consiglio direttivo dell'associazione che organizza l'evento, c'è ad esempio Francesco Iacopetti, militante della sinistra più ortodossa, è un rappresentante del Partito Comunista di Marco Rizzo. A guardare bene Iacopetti sembra un esponente di quella singolare postura politica che, in un recente libro, Mauro Vanetti ha definito come "sinistra di destra". Si tratta di quella "sinistra", nata dalla crisi di Rifondazione Comunista e al successivo big bang di gruppi e partitini, che negli anni ha sviluppato posizioni sovraniste e anti-immigrazione. Posizioni che hanno portato questo sottobosco politico a cercare sempre più spesso l'abbraccio con la destra radicale. Stato nazionale e ostilità ai processi migratori, a cui va aggiunto una malcelata concezione dell'antimperialismo che si può ridurre alla preposizione "chiunque sia nemico degli Usa è mio amico", compresi regimi sanguinari e dittatori, meglio se si autoproclamano "socialisti". Non è un caso che Iacopetti venga da un gruppo come Stato e Potenza, poi Socialismo Patriottico, i cui obiettivi descriveva così in un'intervista del 2016: "Siamo un partito politico che ha come obiettivo l’affermazione dell’Italia come stato forte, che garantisca sicurezza lavorativa, abitativa e dotato di una politica estera autonoma, capace di acquisire rilevanza in un contesto multipolare e non sotto l’egemonia statunitense. Socialismo Patriottico cerca di fuggire dalla classica logica della politica italiana divisa in “destra” e “sinistra”.

E se destra e sinistra sono categorie da consegnare al ‘900, non poteva mancare tra gli organizzatori L'Intellettuale Dissidente, contenitore d'informazione che fa parte della galassia "rossobruna", che utilizza temi e figure della sinistra per sostenere posizioni di destra. Ospite d'onore dell'edizione 2019 di Libropolis sarà non a caso Alain De Benoist, tra i primi a dichiarare che bisognava far cadere gli steccati tra le ideologie, capo stipite della così detta "nuova destra", intellettuale mimetico e prolifico, difensore delle identità dei popoli europei, acerrimo nemico del "globalismo americano" e ovviamente sostenitore della "sostituzione etnica" in corso nel Vecchio Continente. De Benoist è stato, con i suoi compagni di viaggio della nouvelle droite, tra coloro che ha spostato la maggior parte dell'estrema destra neo e postfascista europea da posizioni figlie del razzismo biologico, ormai impresentabili nel dibattito pubblico, al un razzismo di matrice differenzialista che, per sostenere la necessità di mantenere separati popoli e culture, proclama la difesa delle identità etniche e culturali. Tra gli ospiti più in vista poi la nuova stella del "sovranismo di sinistra", Thomas Fazi, che sarebbe il deus ex machina dell'arrivo di Alessandro Di Battista alla curatela di una collana per Fazi Editore, e Carlo Formenti, ricercatore e docente universitario anche lui tra i punti di riferimento della "sinistra di destra". Libropolis così si configura come il crocevia e punto d'incontro tra chi arrivando da sinistra si sposta sempre più a destra e chi, su posizioni già di estrema destra o sovraniste, cerca interlocutori autorevoli al di fuori del proprio universo di riferimento promuovendo un contenitore culturale apparentemente "neutro".

Qualche giorno fa la pagina Facebook ufficiale dell'evento aveva annunciato la presenza di Christian Raimo, scrittore e assessore alla Cultura in III Municipio a Roma, tra i protagonisti dello scoppio del caso "Salone del Libro di Torino", per la presenza della casa editrice AltaForte legata a CasaPound. Dopo qualche giorno Raimo ha spiegato che non sarà presente all'evento: "Ho deciso di non andare. In quegli stessi giorni devo essere a Book Pride a Genova, e ho ritenuto che mi sarei trovato a disagio in quel contesto politico-culturale". Pronta la risposta degli organizzatori: "Questa decisione è, a nostro avviso, conseguenza di un grosso pregiudizio e malinteso. Non abbiamo idea di quale sia il ‘contesto politico – culturale' cui fa riferimento Raimo, ma sappiamo con certezza che il nostro Festival nasce dall'esigenza di superare categorie politiche e filosofiche appartenenti al secolo scorso e nelle quali non ci riconosciamo".  Poi il riferimento al Salone: "Avevamo deciso di ospitare Christian Raimo, protagonista di quella vicenda finita sulle prime pagine dei giornali, e confrontarci con lui, ascoltare le sue ragioni, superare questo clima culturale odioso, e se necessario, controbattere punto su punto alcune posizioni che già in passato avevamo contestato". Oltre la destra e la sinistra, dunque, per prima cosa per far esprimere liberamente l'estrema destra.

Pubblicazione rettifica degli organizzatori del Festival Libropolis

Il giorno Lunedì 2 Settembre 2019 è apparso sul giornale online Fanpage un articolo dal titolo “Libropolis: il festival del libro dove sovranisti di destra e sinistra vanno a braccetto” (Cfr. https://www.fanpage.it/cultura/libropolis-il-festival-del-libro-dove-sovranisti-di-destra-e-sinistra-vanno-a-braccetto/ http://www.fanpage.it/). In relazione a tale articolo, si rendono necessarie numerose rettifiche e precisazioni.

Anzitutto, Francesco Iacopetti non è – come viene scritto dall’autore Valerio Renzi – l'organizzatore di Libropolis, ma uno dei 7 componenti del consiglio direttivo. Le posizioni personali del Sig. Iacopetti, anche ammesso che le ricostruzioni siano corrette, non coincidono affatto con quelle dell'associazione e del festival. In proposito, Vi invitiamo a trovare in un documento ufficiale dell'associazione, posizioni “sovraniste e anti-immigrazione”, “ostilità ai processi migratori” o ispirate a “una malcelata concezione dell'antimperialismo che si può ridurre alla preposizione “chiunque sia nemico degli Usa è mio amico”, compresi regimi sanguinari e dittatori, meglio se si autoproclamano “socialisti”, come sembra fare, in maniera estremamente suggestiva, il Dott. Renzi nell’articolo.
Parimenti, invitiamo la Vostra redazione e l’autore dell’articolo a dimostrare che simili posizioni siano state sostenute da alcuno dei relatori nel corso delle precedenti edizioni di Libropolis.

Alain de Benoist non è l’ospite d’onore della kermesse, ma uno dei tanti ospiti di Libropolis, più di trenta in questa terza edizione.
A tal proposito, ci permettiamo di evidenziare che l'ultima apparizione in Italia del filosofo francese doveva essere alla Fondazione Feltrinelli, a cui difficilmente possono essere imputate simpatie rosso-brune, ammesso, come detto, che questo termine abbia un senso.
Alain de Benoist è stato invitato per presentare il suo ultimo libro, di prossima uscita in Italia, sul tema del liberalismo in economia, politica e in filosofia.
E lo stesso vale per Thomas Fazi, il cui ultimo libro ha creato un grande dibattito “a sinistra”, proprio per l'originalità delle tesi sostenute.
E per quanto ci riguarda è un grande onore averli entrambi, insieme a tutti gli altri, ospiti a Pietrasanta dal 18 al 20 ottobre. Anzi, ne approfittiamo, con l’occasione per ringraziarli di averci dato la loro disponibilità.
Stupisce però il fatto che l’autore dell’articolo si sia soffermato esclusivamente su 2 ospiti della prossima edizione, che vedrà, come detto, la presenza di oltre 30 ospiti, tutte personalità di chiara fama in ambito accademico e/o giornalistico. Solo per citarne alcuni
• Paolo Ercolani: docente di filosofia all’Università di Urbino Carlo Bo, Scrive per varie testate, tra cui «L’Espresso», e ha collaborato con «il manifesto», «MicroMega» e «la Lettura» del «Corriere della Sera». Cura il blog L’urto del pensiero e collabora con Rai Educational Filosofia. Poche settimane prima di Libropolis terrà una lectio magistralis al festival della filosofia;
• Massimiliano Panarari: sociologo della comunicazione, saggista e consulente di comunicazione politica e pubblica. Insegna all’Università luiss Guido Carli di Roma, alla luiss School of Government e all’Università Luigi Bocconi di Milano. Editorialista dei quotidiani «La Stampa», «Il Mattino di Padova», «Il Piccolo» e «Giornale di Brescia», collabora con «L’Espresso» e «Il Venerdì di Repubblica».
• Massimo Fini: Premio Montanelli alla carriera, e redattore de Il Fatto Quotidiano;
• Giuliano Noci: professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese, dove è stato anche delegato del Rettore per la Federazione Russa (2006-2013) e l'India (2006-2010). È consigliere di amministrazione di MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, di Polimilano Educational Consulting Ltd – società creata dall'Ateneo milanese per realizzare progetti di formazione post graduate e advisory in Cina – e di Sidera srl – la società creata dal Politecnico di Milano con Tsinghua University (la più importante università della Cina) per facilitare rapporti di collaborazione tra imprese italiane e cinesi -. È membro del Board of Trustee della TongJi University di Shanghai.
• Marco Tarchi: politologo e docente italiano, professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze dove attualmente insegna Scienza Politica, Comunicazione politica e Analisi e Teoria politica.ordinario di scienze politiche all'università Cesare Alfieri di Firenze;
• Franco Cardini: insegna Storia Medievale nell’Università di Firenze. È professore emerito di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane/Scuola Normale Superiore, Directeur de Recherches nell’École des hautes études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University. Ha insegnato anche nelle università di Middlebury e di Barcellona. Nel 2010 ha partecipato con i suoi saggi al progetto enciclopedico XXI secolo, diretto dallo storico della filosofia Tullio Gregory e pubblicato dalla Treccani. Giornalista, saggista, romanziere, ha scritto per numerosi giornali. Collabora con il quotidiano Avvenire.
• Alberto Zanconato: Dal 1984 è giornalista dell’Agenzia Ansa. Dal 1994 vive all’estero. È stato corrispondente da Teheran (1994-1997 e 2001-2011), da Tokyo (1997-2001) e, a partire dal 2011, da Beirut per la regione del Medio Oriente;
• Lorenzo Castellani: classe 1989, studi in Giurisprudenza alla LUISS di Roma, poi Dottorando in Scienza Politica presso l'IMT Alti Studi Lucca e Research Associate presso il King's College di Londra. Da febbraio 2016 direttore scientifico della Fondazione Luigi Einaudi. Scrive per il Foglio e il suo ultimo libro è "Il potere vuoto. Le democrazie liberali e il ventunesimo secolo." (Guerini e Associati, 2016).
• Antonio Pilati: Direttore dal 1992 al febbraio 1998 dell’Istituto di economia dei Media della Fondazione Rosselli. Dal marzo 1998 a gennaio 2005 è componente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Da gennaio 2005 a gennaio 2012 componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Da luglio 2012 componente del Consiglio di Amministrazione della Rai.

Insomma, fatichiamo davvero ad ascrivere queste personalità alla galassia dell'estrema destra, dell'estrema sinistra o dei cosiddetti “rosso-bruni”, espressione che peraltro non ha alcun senso filosofico e politico, ma sembra un’etichetta per squalificare il nostro festival. Oppure dobbiamo dedurre che tali autorevoli personalità siano dei pericolosi “rosso – bruni”?
La verità – che l’articolista volutamente tace – è che al festival parteciperanno diversi intellettuali e giornalisti, di estrazione politica e culturale diversa, a volte diametralmente opposta, e questo lo riteniamo un grande valore aggiunto oltre che un vanto in un periodo storico in cui (come il Vostro articolo dimostra) si ha paura delle idee e del confronto intellettuale.
E siamo certi che della presenza di tali ospiti non sia fatta menzione nell’articolo, perché tale argomento è da solo sufficiente a smentire la tesi che si vuole maliziosamente affermare.

Secondo le regole auto-imposte dal direttivo di Libropolis, gli editori vengono selezionati sulla base di un criterio rigoroso: 10 sono gli editori invitati, gli altri posti vengono assegnati su base temporale attraverso una modulistica che si trova online ed è accessibile a chiunque. Segnaliamo che Arianna Editrice, Ferrogallico e la Roccia di Erec non sono tra gli editori presenti in questa edizione. Saranno invece presenti autori che rappresentano l’eccellenza della piccola editoria, come Piano B, Mimesis, Edizioni di Comunità, Quodlibet, Atlantide, Bietti, Gog e molti altri. Ma ovviamente, l’autore dell’articolo si è ben guardato dal menzionarli, evidentemente perché – lo ribadiamo – la sola presenza di questi editori è da sola sufficiente a confutare le tesi espresse dall’autore.

In definitiva, l'articolo apparso sul Vostro giornale assegna al nostro Festival un'etichetta del tutto errata e diffamatoria, tentando, in maniera neppure troppo implicita, di assegnarci etichette che rifiutiamo con fermezza.
Un articolo che oltretutto è basato su un presupposto assolutamente errato: superare le categorie della destra e della sinistra, intento – questo sì – che riteniamo assolutamente condivisibile, non significa ricercare strane alchimie “rosso – brune” (categoria della psichiatria, più che della politica), ma tentare di analizzare la contemporaneità secondo criteri nuovi e non appartenenti al secolo scorso.
In proposito, informiamo gli amici di fanpage, che il mondo sta cambiando, che le linee di frattura non sono più “destra” contro “sinistra”, ma tutt’al più “popolo” contro “èlites”, “alto” contro “basso”: solo cercando di ricorrere a simili categorie, si può cercare di comprendere la contemporaneità e i fenomeni che la caratterizzano, come i gillet jaunes, i brexiters, Trump, o, più in generale, il grande consenso che i movimenti populisti stanno raccogliendo in occidente.

Concludendo, l’articolo apparso ieri sul Vostro portale, risulta essere superficiale, diffamatorio, suggestivo e, in definitiva, del tutto errato, perché non rappresentativo del vero spirito del festival, che invece sembrano apprezzare le migliaia di partecipanti delle scorse edizioni, i nostri ospiti e gli editori presenti.