L’Art Bonus servirà a finanziare anche il patrimonio ecclesiastico di Venezia e Matera colpite dai nubifragi delle settimane scorse. La proposta è stata lanciata dal ministro ai Beni Culturali e al Turismo, Dario Franceschini. L'idea è quella di modificare l'impianto legislativo attuale che impedirebbe di finanziare beni non di proprietà dello Stato tramite lo strumento dell'Art Bonus, che ha da poco superato  i 400 milioni di euro di dotazione finanziaria. Così Franceschini, nel commentare gli ultimi dati dell’Art Bonus:

Questi dati dimostrano quanto questa misura stia funzionando e quanto i cittadini e le realtà economiche dei territori tengano alla cura del proprio patrimonio culturale. Per questo motivo nei giorni della forte ondata di maltempo che ha colpito Matera, Venezia e la sua laguna abbiamo avviato una iniziativa legislativa, accolta da un ampio sostegno parlamentare, per includere le chiese danneggiate dall’acqua alta e dal fango e detriti tra le realtà che possono fruire di questa forma di fiscalità di vantaggio.

Franceschini "cambia" l'art bonus per Venezia e Matera

Per fare ciò è stato presentato un emendamento al decreto legge Sisma, approvato la scorsa settimana dalla commissione bilancio del Senato, che estende i benefici dell’Art Bonus al patrimonio ecclesiastico colpito dalla marea eccezionale nella laguna di Venezia e dal maltempo a Matera e che ora è all’esame dell’aula. Continua il ministro:

Si tratta di un segnale di attenzione delle istituzioni ai beni storici, artistici e architettonici di due siti patrimonio mondiale dell’umanità.Gli ultimi dati dell’applicazione dell’Art Bonus evidenziano che le donazioni si concentrano maggiormente nelle regioni del centro Nord, mentre la misura ancora fatica nel Mezzogiorno. A fronte dei 403 milioni di euro donati ci sono circa 13.300 i mecenati che in cinque anni hanno beneficiato oltre 2.200 realtà per un totale di oltre 3.400 interventi.

Che cos'è l'Art bonus

L’art Bonus è l'agevolazione fiscale al 65% per le donazioni in cultura introdotta dal ministro Franceschini a fine 2014 e che è divenuta un modello in Europa per il mecenatismo culturale. Il Decreto Cultura del 2014 introdusse questo strumento, che consiste in un credito d’imposta del 65% per le erogazioni liberali effettuate da persone fisiche, enti non commerciali, imprese e società in favore della cultura e dello spettacolo effettuate.