12 Febbraio 2019
10:27

L’altro capo del filo e Un diario del ’43: i libri di Camilleri che hanno ispirato Montalbano in tv

Il Commissario Montalbano in tv ha spento le venti candeline con due nuove episodi, tratti dai libri di Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano creatore del personaggio più amato della letteratura e della televisione italiana degli ultimi decenni. Si tratta del romanzo “L’altro capo del filo” e il racconto “Un diario del ’43”
A cura di Redazione Cultura

Ieri sera il Commissario Montalbano (in tv) ha spento le venti candeline con due nuove episodi, tratti come sempre dai romanzi e dai racconti di Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano best seller, creatore del personaggio più amato della letteratura e della televisione italiana degli ultimi decenni. Ma quali sono le opere letterarie a cui sono ispirate le due puntate della fiction andate in onda ieri sera?

L'altro capo del filo

Il primo episodio, con protagonisti i migranti che sbarcano in Sicilia, è basato sul romanzo di Andrea Camilleri del 2016 "L'altro capo del filo" edito da Sellerio. La trama è la seguente: a Vigàta si susseguono gli arrivi di migranti e tutto il paese è coinvolto nel dare aiuto. Il commissario e i suoi uomini non si risparmiano. Poi una notte mentre Montalbano è al porto per il consumarsi di una ennesima tragedia del mare, un’altra tragedia lo trascina via dal molo: nella più rinomata sartoria del paese è stata ritrovata la sarta Elena trucidata a colpi di forbici.

L’omicidio in un primo momento pare inspiegabile ma Montalbano saprà afferrare il filo della vita di questa donna misteriosa e straordinaria, fino a scoprire la lacerante verità che sta dietro la sua morte.

Un diario del '43

Il secondo episodio della nuova stagione, “Un diario del ’43”, è tratto da due racconti di Camilleri ("Il diario del ’43" e "Being Here") contenuti nella raccolta "Un mese con Montalbano" edito per la prima volta da Mondadori sul finire degli anni Novanta e successivamente da Sellerio. Nella puntata andata in onda, Montalbano è entrato in possesso di un diario, trovato sepolto nella sabbia dal preside Burgio. La data incisa sul libricino è il 1943 e il suo contenuto è a dir poco spiazzante: qualcuno, mentre si combatteva la seconda guerra mondiale, aveva scoperto qualcosa di terribile e aveva tramandato le informazioni in un piccolo diario.

A scrivere era stato un giovane fanatico fascista 15 anni, un certo Carlo Colussi, che raccontava di un attentato contro gli americani sbarcati in Sicilia. Il commissario dovrà dunque indagare per capire se l’attentato si sia verificato davvero, o se sia rimasto solo un proposito.

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