La laguna veneta è uno scrigno di tesori senza tempo. L'esperienza di chi si lascia rapire dalla bellezza della Serenissima, dai suoi palazzi da sogno affacciati sull'acqua, dall'intrico delle calli e dall'improvvisa vastità dei campi, non è completa, però, se non si spinge anche in un piccolo centro posto a pochi minuti di battello da Piazza San Marco. Murano è formata da sette isole unite da ponti ed è nota in tutto il mondo per una tradizione artistica lunga secoli, quella della lavorazione del vetro.

I maestri vetrai della Serenissima

Venezia è sempre stata un crocevia di culture e traffici tra Occidente e Oriente, e tra le merci che giungevano da Oriente, di particolare pregio era il vetro. Si ritiene che la sua produzione sia eredità di quella dei centri romani dell'Alto Adriatico, e che si concentrò in laguna anche per trovare riparo dalle invasioni delle popolazioni barbariche. L'attività delle fornaci si concentrò a Murano sul finire del XIII secolo, quando la Serenissima decise che esse dovessero abbandonare il suolo di Venezia, non solo per limitare il pericolo di incendi – le costruzioni erano principalmente in legno – ma anche per poter meglio controllare un business basilare nell'economia della zona ed evitare che i produttori ne diffondessero i segreti all'estero. Ai vetrai, infatti, era vietato lasciare la Repubblica, ma godevano di privilegi come l'immunità dai procedimenti giudiziari o la possibilità di far sposare le proprie figlie ai rampolli delle famiglie benestanti.

Tecniche innovative di lavorazione

L'importanza del vetro di Murano risiede certamente nel talento dei vetrai che nei secoli hanno perfezionato stili di lavorazione e qualità dei manufatti. Di particolare importanza fu l'invenzione del vetro trasparente: si scoprì infatti che con l'utilizzo di particolari sostanze come l'arsenico era possibile ottenere un prodotto dalle caratteristiche inedite, immediatamente ricercato dalla nobiltà di tutta l'Europa. Gli oggetti in vetro iniziarono ad essere realizzati anche come opere d'arte fini a se stesse, prive di una particolare utilità, e nel tempo si perfezionarono una quantità di lavorazioni diverse, dall'“avventurina”, che incorpora pagliuzze dorate, al “lattimo”, opaco e bianco come il latte. Oggi la tradizione del vetro ha incontrato il design e si esprime ancora con maestri che sono veri artisti, che tramandano le proprie conoscenze come avevano fatto quelli del passato. Anche se la lavorazione del vetro di Murano non è stata ancora inserita dall'UNESCO nel novero dei Patrimoni dell'Umanità, infatti, rappresenta un tesoro inestimabile per la cultura italiana, un segno distintivo in tutto il mondo. Questa attività viene celebrata anche con un festival internazionale, The Venice Glass Week – quest'anno dal 7 al 15 settembre – organizzato da Consorzio Promovetro Murano, Fondazione Musei Civici di Venezia, Comune di Venezia, Le Stanze del Vetro – Fondazione Giorgio Cini e Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti con l'obiettivo di rivitalizzare e sostenere questa splendida attività.

Il Museo del Vetro di Murano

Un luogo magico, dove lasciarsi rapire dalla bellezza e tornare indietro nel tempo. Nel cuore di Murano, lo storico Palazzo Giustinian, con l'elegante mole affacciata sulle acque, ospita il Museo del Vetro, istituito nel 1861 e successivamente ampliato fino a essere acquisito nel 1923 dal Comune di Venezia, ultimamente rinnovato e migliorato grazie al contributi dei fondi regionali europei. Nelle belle sale del Palazzo è possibile seguire un percorso cronologico che accompagna dai reperti di epoca romana, risalenti al I-IV secolo d.C., fino ai giorni nostri, ammirando pezzi unici e capolavori di valore inestimabile. Vengono regolarmente realizzate, inoltre, mostre temporanee, anche dedicate ad artisti contemporanei spesso legati al mondo del design. Questo è possibile anche grazie agli investimenti previsti dal programma delle politiche di coesione dell'Ue.