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La scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie accusa l’ospedale per la morte del figlio di 21 mesi: “Non sopravviverò”

La scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie accusa un ospedale di Lagos di negligenza dopo la morte del figlio di 21 mesi, avvenuta durante una sedazione.
A cura di Francesco Raiola
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Chimamanda Ngozi Adichie – ph Gregor Fischer:picture alliance via Getty Images
Chimamanda Ngozi Adichie – ph Gregor Fischer:picture alliance via Getty Images

Dopo la morte di suo figlio di 21 mesi, Nkanu, la celebre scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie ha accusato l'ospedale che aveva in cura il bambino di negligenza. La scrittrice, che vive negli Stati Uniti, si trovava a Lagos per una vacanza quando il bambino si è sentito male ed è stato trasportato in un ospedale pubblico. Il bambino, uno dei gemelli nati dalla scrittrice e dal marito, il Dott. Ivara Esege, è morto lo scorso 6 gennaio a causa di un'infezione non specificata, un giorno prima del trasferimento al Johns Hopkins Hospital di Baltimora. La morte sarebbe dovuta a una somministrazione eccessiva di sedativo: lo ha scritto la famiglia della scrittrice, ma lei stessa lo aveva scritto in un messaggio privato su Whatsapp, condiviso solo con la famiglia, che è diventato pubblico.

La colpa sarebbe attribuibile a un anestesista dell'ospedale Euracare di Lagos: "Improvvisamente, il nostro bellissimo bambino se n'è andato per sempre", ha scritto Adichie, stando a quanto scrive il New York Times. "È come vivere il tuo peggior incubo. Non sopravviverò mai alla perdita di mio figlio". L'ospedale, pur esprimendo le sue più sentite condoglianze per la perdita del bambino, ha negato che la colpa sia del suo personale e che ci siano state cure inappropriate, spiegando che sono state in linea con gli standard internazionali. E ha aggiunto che il bambino era arrivato in ospedale che era già "gravemente malato". Intanto è in corso un'indagine sulla morte.

Inizialmente si pensava che il bambino avesse preso semplicemente un forte raffreddore, ma pian piano la famiglia ha capito che l'infezione era più grave e così lo hanno portato in una struttura privata della capitale nigeriana e il 7 gennaio avrebbe dovuto essere trasferito a Baltimora. Prima di affrontare il viaggio, però, la struttura aveva chiesto una puntura lombare e una risonanza magnetica e così era stato trasferito all'Euracare. Gli operatori sanitari hanno voluto sedarlo per fargli una risonanza magnetica, ma subito si sono resi conto che era successo qualcosa, perché i medici hanno cominciato a correre in sala operatoria. E un medico pare abbia ammesso che era stato somministrato troppo propofol dall'anestesista e che c'era bisogno di rianimazione.

A confermare questa versione è stata la cognata della scrittrice, la dottoressa Anthea Nwandu, che, come scrive la BBC, in un'intervista ha accusato il personale medico di aver lasciato il bambino incustodito, di avergli negato l'ossigeno e di averlo trasportato in un modo "non conforme alle procedure standard". A quel punto il bambino avrebbe subito una lesione cerebrale a causa della mancanza di ossigeno: "Improvvisamente Nkanu era attaccato a un respiratore, è stato intubato e ricoverato in terapia intensiva" ha scritto Adichie. "La cosa successiva che ho sentito è stato che aveva avuto convulsioni e un arresto cardiaco. Tutte cose che non erano mai accadute prima. Qualche ora dopo, Nkanu non c'era più".

Adichie è una delle scrittrici contemporanee più influenti. Tra i suoi libri più famosi ci sono "Metà di un sole giallo", "Americanah" e il pamphlet "Dovremmo essere tutti femministi", nato da un suo Ted Talk del 2012. Un pezzo di questo saggio è stato campionato dalla popstar Beyoncé in "Flawless". La scrittrice ha una figlia di 9 anni, mentre i gemelli sono nati nel 2024 con una madre surrogata. Tra coloro che le hanno espresso le condoglianze per la tragedia c'è stato anche il presidente della Nigeria.

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