Il Teatro La Fenice di Venezia riapre al pubblico a luglio. E lo farà ribaltando completamente il rapporto tra spettatori e musicisti, tra palco e platea, trasformandosi nella prua di una nave, dove gli spettatori potranno godere di una prospettiva completamente nuova. Oltre a essere, simbolicamente, coloro che solcheranno il mare aperto di ciò che ci aspetta dopo l'emergenza sanitaria e la successiva ripartenza secondo le nuove norme. Ripartirà in piena estate la stagione del prestigioso teatro veneto, attraverso una serie di concerti cameristici e sinfonici e con un nuovo allestimento operistico. La geniale installazione di una chiglia contribuirà alla definizione di una prospettiva ribaltata fra palco e platea, così da poter attuare le linee guida anti-virus, mettere in sicurezza spettatori, musicisti e attori e, allo stesso tempo, fare innovazione. Lo spazio scenico sarà completamente reinventato, secondo Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico, puntando a far dei limiti imposti dalla normativa anti-Covid una possibilità di invenzione per "per ideare spettacoli con nuove varianti drammaturgiche e poetiche".

In quest'ottica, insieme alle maestranze, ai laboratori e ai tecnici del Teatro, abbiamo rimodulato completamente lo spazio della platea, della fossa orchestrale e del palcoscenico. Rimosse le poltrone dalla platea, in questo spazio si distribuiranno i musicisti, mentre un'installazione permanente, un piano inclinato, coprirà la buca dell'orchestra rialzandola e collegandola al palcoscenico, dove potranno essere ricavati posti a sedere a debita distanza l'uno dall'altro. Sarà una sorta di chiglia in legno di una nave in via di costruzione (e con settanta persone sedute in prua): un'immagine che non vuole ricordare l'idea di un naufragio, quanto piuttosto quella di un'arca che ci traghetterà tutti in avanti, in un mondo nuovo. Una cosa è certa: resterà pur sempre la sala più bella del mondo.

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