Isabella Ragonese, foto di Dirk Vogel
in foto: Isabella Ragonese, foto di Dirk Vogel

Le spiagge italiane sono il termometro che misura la febbre al Paese, la manifestazione plastica di un'antropologia che mostra i cambiamenti della società e della nostra storia, a partire dalla mutazione del paesaggio e delle abitudini degli italiani. La prima nazionale di "Spiagge", di e con Isabella Ragonese, va in scena domani 22 luglio alle 21 al MAXXI di Roma, dove in questi giorni fa registrare il tutto esaurito il programma di "Estate al MAXXI", rassegna estiva dell'istituzione romana presieduta da Giovanna Melandri, che vede tra i suoi protagonisti Zerocalcare, Motta, Davide Enia, Moni Ovadia, Tosca, Daniele Luchetti, Marco Risi, Paola e Silvia Scola, Claudio Strinati, Paolo Benanti.

"Mi piaceva l'idea di raccontare l'Italia dalla riva" dice l'attrice siciliana, classe  1981. "Trasferire le dinamiche consuete di vita sul mare è una peculiarità italiana. D'estate la città si riversa sulle nostre spiagge con tutte le sue diversità e le sue disuguaglianze. Lo spettacolo nasce da una lettura che ho tenuto all'Istituto italiano di cultura a New York, poi è successo quello che è successo…". In effetti, uno spettacolo sulle spiagge, dopo il passaggio della tempesta pandemica nella nostre vite, assume un valore completamente diverso oggi. "Le spiagge sono (o erano) il luogo dell'assembramento umano per eccellenza" continua la protagonista di film e serie televisive di successo, come  la recente La guerra è finita. "Su quei fazzoletti di sabbia si è consumata l'infanzia di tutti, quindi quella del Paese…"

Pier Paolo Pasolini da LaPresse
in foto: Pier Paolo Pasolini da LaPresse

Isabella Ragonese porterà in scena testi tratti da Pier Paolo Pasolini (La lunga strada di sabbia), Italo Calvino (L'avventura di una bagnante); Goffredo Parise (Mistero),  Elsa Morante (L'Isola di Arturo),  Chiara Valerio (Spiaggia libera tutti) e Vittorio Tondelli (Un weekend postmoderno). "È un Juke Box"di testi che raccontano l'estate, i diversi momenti della lettura scenica saranno collegati tra loro da alcune hit. La Romagna di Tondelli e degli anni Ottanta, ad esempio, sarà introdotta da un brano dei Righeira. Ci saranno anche spezzoni di film, come Casotto di Sergio Citti e I vitelloni…".

Ci arriverai da un testo di Pasolini che, rispetto agli altri, è il più esplorativo rispetto alla mutazione italiana. "Sì, Pasolini scrisse La lunga strada di sabbia per una rivista dopo aver percorso la costa italiana al volante di un Millecento per realizzare un reportage sull'Italia tra cambiamento e tradizione, vacanza borghese e residui di un dopoguerra difficile. Alla maniera di Comizi d'amore è un diario alla scoperta di ciò che nel nostro Paese stava cambiando irrimediabilmente, senza che ce ne accorgessimo…"

Nella tua, invece, di esplorazione, come sono cambiate le spiagge italiane secondo gli scrittori? "L'Italia è un paese strano – risponde l'attrice candidata ben tre volte alla migliore interpretazione femminile per il ruolo di protagonista ai David di DonatelloLo è perché alcune cose, a dispetto di quanto crediamo, non cambiano mai. O cambiano meno di quanto immaginiamo. Visto dalle spiagge, il cambiamento è ancora più lento. Sarà che il paesaggio in riva al mare è immutabile." Il paesaggio. Tra cambiamenti climatici e scempi edilizi, le spiagge italiane raccontano anche un bel po' di disastri italiani. "Assolutamente, tant'è che l'ecosistema di cui parlava Pasolini oggi è completamente compromesso…"

Il MAXXI a Roma
in foto: Il MAXXI a Roma

Una curiosità. Il posto più a Sud che hai scelto per raccontare le spiagge italiane è Procida ne L'Isola di Arturo di Elsa Morante. Mancano le spiagge della tua Sicilia… "Non solo, manca anche l'amata Sardegna! Devo dirti, la scelta è ricaduta su quei testi di scrittori che raccontavano le spiagge che a loro modo fossero un'estensione di una modalità cittadina di abitarle. Ecco perché mancano gli ampi spazi siciliani e sardi, lì il mare è qualcosa di diverso, più selvaggio. Ho focalizzato la mia attenzione sull'invenzione dell'estate come grande invenzione della contemporaneità, per dirla con Calvino, quel momento dell'anno in cui decidiamo di essere felici e, in effetti, lo siamo…" Lo saremo anche nell'estate della pandemia? "Credo proprio che decideremo di esserlo anche stavolta" sorride. E la tua estate d'attrice, le chiedo, come sarà? "Sono emozionata all'idea di tornare in scena. Ho deciso di salire sul palco il più possibile, perché sento forte il bisogno di tornare davanti a un pubblico, anche se con tutti i limiti che il distanziamento richiede…"

Estate al MAXXI ha aderito a Romarama, il nuovo palinsesto culturale promosso da Roma Capitale. Tutti gli aggiornamenti sul programma di ESTATE AL MAXXI qui.