video suggerito
video suggerito

Il testo e il significato di Disincanto di Madame, l’invito a vivere oltre la paura, le regole e i preconcetti

Madame è tornata nelle scorse ore con “Disincanto”, la titletrack del suo nuovo progetto in uscita il prossimo 17 aprile: un invito a liberarsi della paura, delle regole e di vivere in fondo le proprie emozioni. Qui il testo e il significato.
A cura di Vincenzo Nasto
0 CONDIVISIONI
Madame, via Leonardo Scotti
Madame, via Leonardo Scotti

Madame è ritornata. Solo pochi giorni fa, con un freestyle su Instagram, annunciava l'uscita del suo terzo album "Disincanto", dopo i successi del disco d'esordio omonimo e "L'amore" nel 2023. Il progetto uscirà il prossimo 17 aprile, accompagnando anche l'annuncio del tour estivo che partirà il 3 luglio da Legnano. Ad anticipare però l'uscita del disco, c'è la titletrack del progetto ed è stata prodotta da BIAS, aka Nicolas Biasin, Mr. Monkey, già collaboratore di Tredici Pietro e Lester Nowhere, nome d'arte di Arturo Fratini. La canzone vede anche il contributo di Lorenzo Brosio. "Disincanto", con la sua produzione cupa in cui spiccano i synth, si presenta come un momento di rinascita dopo una rinnovata consapevolezza. Qui il testo e il significato della canzone.

Il testo di Disincanto

Io non vivo più con sotto le istruzioni
Tutto ciò che so spero che mi abbandoni
E sono mie, le bugie che mi hanno detto sono mie
Il bene e il male sono solo fantasie

Io non voglio più un motivo per vivere
o di un amore il limite
voglio anche soffrire
ma non per quello che ho in testa ma perché vivo
e la realtà è un mobile con mille spigoli
ci sbatto i lividi ma mi fa ridere

Ma non mi fa più paura
Non cerco più neanche la verità
al costo di, al costo di non illudermi più là
Io non ho più paura
Ho gli occhi gonfi del mio disincanto
Cosa resta di me, che resta di me,
un'anima nel nulla
Ho gli occhi gonfi del disincanto

Secondo Dio sarei nata da una costola
ma lui non sa che è nato dalla mia paura
se fossi stata Eva avrei ingoiato pure il torsolo
assieme a tutta la mela con i semi in vita
Eccomi, voglio essere leggera senza stare
in superficie come il livello del mare
spero solo che essere il mio essere pesante
non si confonda con la mia profondità

Non farlo mai, senza dire cose stupide mi piace sai
anche prendermi per il culo,
vantarmi del mio modo di scopare
davanti a te sentirmi ancora alle prime armi
Non voglio programmare e pensare cosa fare
dare un significato al male ma non attraversarlo
subire le emozioni, sapere i tuoi segreti
voglio rendere bello tutto ciò che metto dentro i miei occhi

Non mi fa paura
Non cerco più neanche la verità
al costo di, al costo di non illudermi più là
Io non ho più paura
Ho gli occhi gonfi del mio disincanto
Cosa resta di me, che resta di me,
un'anima nel nulla
Ho gli occhi gonfi del disincanto

Come stai, sono sola
tutti hanno una via e io no

Il significato di Disincanto

"Disincanto", la titletrack del nuovo progetto di Madame, a due anni dal capitolo "L'amore", rappresenta una nuova consapevolezza nella cantante. Un momento di rottura con la realtà precedente, suggerita anche dai visual che accompagnano il brano, ma che può essere percepita sin dai primi attimi del brano in cui canta: "Io non vivo più con sotto le istruzioni, tutto ciò che so spero che mi abbandoni". L'autrice veneta sembra indicare tutti i preconcetti che l'hanno inizialmente indirizzata, dalle istruzioni al concetto di bene e male, passando successivamente all'utilità della sofferenza. Madame cerca di sovvertire tutto lo schema comportamentale con cui si è definita, ma successivamente accoglie il dolore come un'esperienza di vita più tangibile di quella vissuta finora.

Madame e l'invito a non ragionare per assolutismi

Il concetto di disincanto, da cui cerca di fuggire, sembra assomigliare sinistramente alla rappresentazione dell'apatia. Nella seconda strofa post ritornello, si lancia contro la narrazione tradizionale religiosa. Quella che vede nella figura di Eva e nell'albero della conoscenza, la tentazione e il peccato originale, cantando così: "Secondo Dio sarei nata da una costola, ma lui non sa che è nato dalla mia paura. Se fossi stata Eva avrei ingoiato pure il torsolo assieme a tutta la mela". Nell'ultima strofa che precede l'ultimo ritornello è chiaro il senso del brano: non ragionare più per preconcetti ma vivere in quelle pieghe naturali della vita. Un'esercizio che si figura proprio nella parte finale della strofa quando canta: "Non voglio programmare e pensare cosa fare, dare un significato al male ma non attraversarlo, subire le emozioni, sapere i tuoi segreti voglio rendere bello tutto ciò che metto dentro i miei occhi".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views