fonte: Twitter
in foto: fonte: Twitter

Quando furono ritrovati, nel 2009, furono ribattezzati gli "Amanti di Modena". E in effetti, messi così l'uno accanto all'altro, mano nella mano, in una necropoli tardo-antica risalente al IV-VI secolo a.C., quei corpi non possono sembrare altro che due nell'atto di scambiarsi una promessa eterna. A distanza di dieci anni arrivano i risultati di uno studio dell'Università di Bologna e dell'Università di Modena e Reggio Emilia pubblicato su Scientific Reports, rivista di Nature, che ha smentito l'ipotesi per cui si trattava di un uomo e di una donna. Al contrario, invece, si tratterebbe di due uomini. La coppia era stata inserita nella buca e mostrata al momento del ritrovamento mentre si stringevano le mani. Dal 2014, grazie a un progetto di restauro e valorizzazione, la tomba è visitabile nelle sale del Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena.

Gli amanti di Modena sono due uomini: la scoperta dai denti

La scoperta è arrivata grazie all'esame della dentatura. Purtroppo, spiegano i ricercatori, non è stato possibile arrivare prima a questa conclusione a causa del pessimo stato di conservazione delle ossa, che rendeva impossibile individuarne il genere degli individui sottoposti ad analisi. Tuttavia, in seguito all'uso di una tecnica innovativa, grazie all'analisi dello smalto dei denti, in grado di rivelare la presenza di alcune proteine, si è giunti alla conclusione che i due amanti di Modena sono entrambi di sesso maschile. In un certo senso, come già circola sui social, potremmo considerarla da oggi la "prima coppia arcobaleno della storia".