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Ghali risponde alle polemiche per lo Stop al genocidio: “Era il caso di parlarne, non si poteva ignorare”

Ghali ha risposto allempolemiche sul suo “Stop al genocidio” su Instagram, spiegando che era il caso di parlarne.
A cura di Francesco Raiola
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Ghali torna a parlare delle polemiche che lo hanno investito dopo l'ultima esibizione sul palco del Festival di Sanremo e dopo la puntata sanremese di Domenica In, condotta da Mara Venier, quando a seguito del suo "Stop al genocidio" detto sul palco dell'Ariston, la conduttrice era stata invitata a leggere una nota dell'AD della televisione pubblica Roberto Sergio in cui diceva che i telegiornali Rai ricordavano sempre l'attentato del 7 ottobre ed esprimeva "solidarietà al popolo di Israele e alla Comunità Ebraica". Una polemica che aveva tirato nel vortice anche il cantate che qualche giorno prima era stato protagonista al festival con la canzone Casa mia, classificatasi al quarto posto della classifica generale.

Il rapper è tornato a parlare dell'evento in un post su Instagram, in cui ha postato un carosello di foto e video che riassumono la sua esperienza al festival, spiegando che era un problema che non si poteva evitare. Le foto lo rappresentavano da solo, con la madre, mentre firmava autografi ai fan e faceva selfie con loro oltre a immagini che lo ritraevano assieme a Rich Ciolino, ovvero il pupazzo alieno che è stato protagonista, assieme a lui, durante la settimana di Sanremo e da cui si è fatto suggerire proprio la frase incriminata. L'alieno, infatti, era salito sul palco con il cantante e quest'ultimo, prima di lasciare il palco, gli aveva chiesto se avesse qualcosa da dire e il messaggio era stato: "Stop al genocidio".

Quella frase aveva scatenato la reazione di una parte della comunità ebraica che già in precedenza lo aveva accusato di propaganda anti-israeliana per alcuni versi della sua canzone. Oggi, quindi, a distanza di qualche giorno, Ghali risponde direttamente su Instagram e dice: "Quando penso che va tutto bene nella mia vita mi ricordo che nel mondo c’è qualche problema che non posso ignorare: non chiamatelo caso Ghali, per me era solo il caso di parlarne".

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