Per affrontare con qualche strumento in più il caso Bellanova, cioè del Ministro alle Politiche Agricole e Forestali del nuovo Governo Conte, sostenuto da Pd e M5s e messo sotto accusa per il suo titolo di studio dal popolo del web, basta rileggersi le righe che Leonardo Sciascia ha dedicato al tipo sociale del cretino, su cui ha più volte speso mirabili e illuminanti parole. Un interessante composto di definizioni, di volta in volta sferzanti, puntuali e difficilmente contestabili. E i cretini a cui si riferiva Sciascia, quelli della sua epoca, erano di certo meno cretini di quelli dell'oggi. Ma vediamo cosa scrivere l'autore de "Il giorno della civetta" esattamente quarant'anni fa, in "Nero su nero":

È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia un cretino. ma di intelligenti c'è sempre stata penuria; e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto, tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l'olio e il vino dei contadini.

In questo libro si legge della nascita di questa mitologica figura, il cretino intelligente o che al massimo si ritiene tale, che spara sentenze e giudizi, molto spesso laureato (da qui il riferimento alla terza media del ministro Bellanova) sintomo di quella ineluttabile "cretinizzazione" dell’Italia negli anni Settanta analizzata dallo sferzante discorrere di Sciascia. Del cretino intelligente, invece, quello di sinistra ne è una subordinata, una diramazione di rango inferiore, che sempre in Nero su nero diventa:

Intorno al 1963 si è verificato in Italia un evento insospettabile e forse ancora, se non da pochi, sospettato. Nasceva e cominciava ad ascendere il cretino di sinistra: ma mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare. Si credeva che i cretini nascessero soltanto a destra, e perciò l’evento non ha trovato registrazione. Tra non molto, forse, saremo costretti a celebrarne l’Epifania.