Leonardo Sciascia è uno degli autori dell'analisi del testo della prima prova della Maturità 2019. Il brano scelto dal Miur per i maturandi è tratto da "Il giorno della civetta", romanzo del 1961, uno dei più famosi dello scrittore siciliano e tra i principali riferimenti sulla storia della mafia nel nostro Paese. La storia muove dall'omicidio di Salvatore Colasberna, presidente di una piccola cooperativa edile, ucciso con due colpi a lupara mentre sta per andare a Palermo. Le indagini sull'omicidio sono condotte dal capitano Bellodi, che deve districarsi tra omertà e silenzi, muovendosi per quel tipico ambiente mafioso che proprio autori come Leonardo Sciascia hanno disvelato al resto dell'opinione pubblica italiana e internazionale.

Il significato del brano da "Il giorno della civetta"

Il brano prescelto dal Miur e sottoposto alla prima prova della Maturità 2019 agli studenti riguarda la parte iniziale delle indagini del capitano Bellodi sull'omicidio di Colasberna, qui il carabiniere si scontra con i silenzio e le omertà non solo di chi ha assistito all'omicidio, soprattutto dei familiari e degli amici di Colasberna, che hanno paura di parlare ed esporsi nei confronti dei mafiosi che hanno ammazzato il piccolo imprenditore.

L'importanza de "Il giorno della civetta" di Sciascia

Il giorno della civetta è la prima opera letteraria in cui viene esplicitamente affrontato il tema della mafia. È un romanzo breve, composto di diciassette parti non numerate. Lo stesso Leonardo Sciascia ha affermato afferma: “Il giorno della civetta mi è stato ispirato dall’assassinio a opera della mafia, a Sciacca del sindacalista comunista Miraglia”. Il titolo è tratto dall’Enrico VI di Shakespeare, un cui passo fa da epigrafe al romanzo: “… come la civetta quando di giorno compare”.

Leonardo Sciascia nella cultura italiana

Leonardo Sciascia è nato nel 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento. Dopo aver lavorato come maestro di scuola elementare in Sicilia, si trasferisce a Roma nel 1957, dove diventa impiegato del Ministero della Pubblica Istruzione. Dopo un anno torna a Caltanissetta, in Sicilia. Dopo la pubblicazione per Einaudi de "Il giorno della civetta" nel 1961 inizia un percorso di impegno contro la mafia. Nel 1979 viene eletto deputato alla Camera, muore a Palermo nel 1989.