Clode di X Factor, Miley Cyrus rilancia la sua cover: “Non ne resterò ingabbiata. Irama? Non si può piacere a tutti”
È passato qualche giorno da quando Miley Cyrus ha condiviso un post su Instagram in cui riprendeva l'esibizione di Clode, concorrente di X Factor Italia, che ha portato una vesrione voce e piano di "Karen Don't Be Sad". Il brano è del 2015 e fa parte dell'album "Miley Cyrus & Her Dead Petz" che la popstar scrisse insieme a Wayne Coyne dei Flaming Lips. Un album "secondario" per alcuni, ma evidentemente molto importante per Miley, che ha voluto metterlo a confronto con una traccia vocale sua, registrata in studio. Abbiamo chiesto a Clode, che si appresta a partecipare alle Last Call del talent di Sky, di raccontarci le impressione le abbia fatto un endorsement così importante e cosa succederà alla sua musica.
Quando hai visto che Miley Cyrus aveva condiviso la tua esibizione, qual è stata la prima cosa che hai pensato?
Sinceramente, ho pensato che fosse uno scherzo. Non credo di aver ancora realizzato del tutto quello che è successo.
Che cosa ti ha spinto a scegliere "Karen Don’t Be Sad"? Non proprio la canzone più conosciuta di Miley.
È un brano con un testo molto significativo e una vulnerabilità che trovo particolarmente autentica. È stato proprio questo aspetto a spingermi a provare un riarrangiamento al pianoforte, per mettere ancora più in risalto l’intimità del pezzo. Miley parla a Karen, ma credo che, in fondo, Karen potremmo essere tutti noi. Penso che sia proprio questa capacità di parlare a qualcosa di universale a rendere una canzone memorabile.
Come mai, secondo te, Miley ha condiviso la tua esibizione mettendola a confronto con un video della sua voce in studio?
"Karen Don’t Be Sad" è un brano che ha più di dieci anni. Forse Miley è rimasta sorpresa nel ritrovare una sua canzone reinterpretata in un talent show, ma non posso sapere che cosa l’abbia colpita davvero. Sono semplicemente felicissima che abbia scelto di condividerla.
Dopo questa condivisione, hai avuto modo di vedere come ha reagito il suo pubblico?
Mi ha colpito soprattutto l’entusiasmo per il riferimento a "Miley Cyrus & Her Dead Petz", l’album da cui è tratto il brano. È stato bello vedere che tante persone abbiano riconosciuto la canzone e abbiano accolto con entusiasmo questa reinterpretazione. È un album a cui sono legata e mi ha fatto piacere vedere che anche questo aspetto sia arrivato al pubblico.
Durante la tua esibizione Irama ti ha detto che eri partita male e che ti aveva vista agitata, ma ha anche riconosciuto il valore del rischio che avevi scelto di correre. Tu come hai vissuto quel giudizio? Ti sei ritrovata nelle sue parole?
Sì, in parte mi sono ritrovata nelle sue parole. Ero agitata e sono convinta che, in uno stato mentale diverso, avrei potuto esprimere meglio quello che avevo immaginato per la mia esibizione. Sono contenta, però, che abbia riconosciuto il rischio che avevo scelto di correre. Era la prima volta che mi accompagnavo al pianoforte fuori dalla mia camera, quindi per me era già importante mettermi alla prova in quel modo. So di avere ancora molta strada da fare sul piano tecnico, ma credo anche che sperimentare sia fondamentale per trovare una propria identità musicale.
Pensi sia stato troppo duro con te?
Sono entrata in questo percorso consapevole del fatto che c’è chi si esibisce e chi giudica. Ogni giudice esprime un'opinione sulla base di quello che arriva dalla performance e, evidentemente, la mia esibizione non lo ha colpito come speravo. Può succedere. Non credo che tutti debbano necessariamente riconoscersi in quello che faccio, e va bene così.
Pensi che questo endorsement possa avere un peso sul prossimo step a X Factor?
Lo spero! È difficile prevedere quale effetto possa avere un evento del genere sul percorso all’interno di un programma. Sono felice di quello che è successo e curiosa di vedere come evolveranno le cose.
Un riconoscimento come quello di Miley può far arrivare improvvisamente molta attenzione. Come si fa a trasformare un momento virale in un percorso musicale che duri nel tempo?
Sto scrivendo il mio album da più di due anni ed è un progetto nel quale sto investendo moltissimo tempo ed energie. Credo che un momento di grande visibilità possa essere un'opportunità importante, ma che da solo non basti: perché si trasformi in qualcosa di duraturo, deve esserci un progetto con idee solide alle spalle. Nella musica non si può mai sapere dove ti porterà quello che fai, ma quando credi davvero nelle tue idee continui a lavorarci, anche senza garanzie. Mi auguro che questo momento possa aiutare la mia musica a raggiungere persone che altrimenti non l'avrebbero mai scoperta.
Temi che il pubblico finisca per identificarti soltanto con questa cover, invece di essere curioso di scoprire le altre cose che sai fare?
Non lo vivo come un timore, ma come una curiosità. Spero che questa esibizione possa essere un punto di partenza per far conoscere anche i miei brani e il mio mondo musicale. Sto lavorando a canzoni nelle quali credo molto e mi piacerebbe scoprire chi potrà riconoscersi in quello che scrivo. Questa cover è una parte di me, ma non racconta tutto quello che sono artisticamente.
Quali sono state le prime reazioni sui tuoi social, invece?
Molte persone mi hanno scritto dicendomi quanto fossero felici ed emozionate per me, perché un'artista così importante a livello mondiale aveva prestato attenzione alla mia esibizione. È stato bello condividere questa emozione con loro: per un momento ci siamo emozionati tutti insieme