X Factor 2026

X Factor 2026, pagelle della seconda puntata delle Audizioni: Alice (7) incanta, Anastasia (5) scivola su Mina

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Anastasia, Irama e Alice, X Factor 2026
È andata in onda la seconda puntata delle Audition di X Factor 2026. Al tavolo dei giudici convince in pieno Irama (7), ormai diventato il vero spirito guida dei concorrenti, male Anastasia (5) “in debito d’ossigeno” su “Brava” di Mina.

Giovedì 17 settembre è andata in onda la seconda puntata di X Factor 2026, proseguendo la fase delle Audizioni. Al tavolo, la giuria composta da Francesco Gabbani, Paola Iezzi, Jake La Furia e Irama, con quest'ultimo che si impone come vero e proprio spirito guida dei concorrenti. Una puntata di scelte coraggiose, con le sperimentazioni dei Klem e Napoli Sotterranea, ma anche l'esibizione a tratti ipnotica di Alice Fregoso. Senza dimenticare la grande versatilità vocale del francese Timothée Bonnardel. Non sono mancate, però, le interpretazioni fuori fuoco, come il tentativo a metà di Gabriel sulle note di "Shallow" di Lady Gaga e la rischiosa "Brava" di Mina affrontata da Anastasia "in debito d'ossigeno". Qui le pagelle.

Nicola Trois, voto: 6

Non gli piace nascondersi durante la presentazione col tavolo dei giudici, ma "Maybe Tomorrow" degli Stereophonics rimane un po' chiuso in una bolla, un limbo che lascia alcuni dubbi sul progetto attuabile all'interno del programma.

Anastasia, voto: 5

Una prova vocale, quella di "Brava" di Mina, infinitamente complicata, che con coraggio trascina fino agli ultimi acuti, in alcuni tratti in riserva d'ossigeno. Non proprio il palco più confortevole per una prova, ma la caparbietà e la positività la spingono e le permettono di arrivare al limite, non con il migliore dei risultati.

Salvatore Picone, voto: 6,5

In alcuni momenti, il racconto del personaggio sembrava aver superato anche la valutazione stessa della sua esibizione. Aiutato dalla dimensione emotiva di "You are so beautiful" di Joe Cocker riesce a toccare alcune corde, senza apparire forzato.

Halo, voto: 5,5

Un'immagine convincente, così acerba e allo stesso tempo convinta, ha nascosto alcuni attimi di vuoto non solo nelle strofe di "Mentre tutto scorre" dei Negramaro. Complicato uscire dal cono d'ombra del falsetto di Giuliano Sangiorgi, e immergersi, allo stesso tempo, nel caos emotivo del brano.

Martina, voto 6:

Ci sono troppi interrogativi sulla sua prova per non essere incuriositi da Martina e dalla sua "What is it about me". Esibizione in cui è possibile raccogliere tanti piccoli esperimenti futuri in questo programma, e il livello medio della seconda puntata gioca a suo favore.

Klem e Napoli Sotterranea, voto 6,5:

Strappare un brano dal suo vestito ideale, ribaltarlo così tanto da farlo apparire una comparsa, ma allo stesso tempo attendere il suo ritorno: l'esibizione dei Klem e Napoli Sotterranea ha mosso le carte. E anche la confusione iniziale, ignorata anche grazie all'attenzione della coreografia, ha restituito uno spettacolo completo: una storia con un epilogo inaspettato.

Gabriel, voto: 5

Raggiunge due estremi con la sua esibizione. Da una parte, tenta di riscrivere le strofe di "Shallow" di Lady Gaga risultando un po' piatto. Ma allo stesso tempo frena se stesso fin dai primi secondi, quasi scomparendo. Una forte emozione non cancella i tentativi positivi del brano.

Manuel Gargano, voto: 6

Interpreta "Se ti innamori muori" di Noemi come un saggio di fine anno, una versione scolastica che convince nella sua totalità, ma lascia qualche dubbio. È necessario che capisca cosa trovare nel suo canto, e successivamente nella sua musica.

Patrizia Napolano, voto: 7

Come nelle più classiche favole da underdog, l'escursione tra l'inizio e la fine della sua esibizione raggiunge livelli incredibili. Non c'è un secondo di vuoto nella sua interpretazione, calibrando anche lo staging e l'extrabeat rap nel brano.

Timothée Bonnardel, voto: 7

La voce di questa puntata, anzi le voci. La distanza tra "Ne Me Quitte Pas" e "Sonny" racconta dell'enorme varietà vocale raggiungibile dal giovane cantante francese. La parte più complicata sarà sciogliere alcuni strati di formalità e impostazione nello staging che hanno limitato la sua capacità di arrivare visivamente al pubblico.

Scraffs, voto: 6

Un bel casino, forse anche troppo vocalmente, ma "Rock the Casbah" dei Clash si lascia accompagnare fino alla fine del brano. Menzione speciale per Randal The Vandal, un prodotto della nostalgia dei primi anni 2000.

Mattia Fanti, voto: 5

Irrefrenabile, ma per davvero. È per questo motivo che in "Pesto" di Calcutta sembra un passeggero, quasi uno sconosciuto nell'incontro col brano. Sarà necessario capire se la sua fame di arrivare lo possa anche aiutare nella scelta del registro musicale dei suoi brani.

Maria Sara, voto: 6

Ha scatenato la discussione della serata, trascinata fino al coro di "Tanti Auguri" in cinese di Alice Fregoso. Eppure nella scelta armonica è riuscita a incastrare una sua lettura personale, non risultando irriverente, come avvenuto per altri concorrenti in questa puntata.

Alice Fregoso, voto: 7

Ci sono stati più momenti in cui Alice ha bucato lo schermo sulle note di "Disfruto". E non solo per la delicatezza del canto che non scade, ma anche per la serenità con cui affronta le variazioni del brano. Uno spettacolo ipnotico, osservando i volti dei giudici, e una forte curiosità che, quasi alla fine della puntata, la risolleva.

Myriam, voto 5,5:

È forse complicato scomporre la sua esibizione dal brano scelto, l'inedito Mosca, che si affaccia al genere musical, se non vi appartiene del tutto. Un prodotto che non collima con l'identità del programma, soprattutto se la direzione stessa dell'artista non appare "definita".

Francesco Gabbani, voto 5,5:

Ciò che pesa sul voto del giudice Francesco Gabbani non è il suo approccio, tecnico e forzatamente ilare in determinati segmenti, bensì l'impressione che sia l'unico giudice a non aver definito l'identikit di un concorrente da scegliere. Mezzo voto in più per la gag sui Duran Duran.

Jake La Furia, voto 6:

Si scompone solo nei secondi finali sui 3 sì a Myriam e, discograficamente, si riescono a capire benissimo i motivi. Peccato non aver trovato ancora la concorrente o il concorrente con cui costruire un'alchimia, come nella passata edizione con Delia.

Paola Iezzi, voto: 6,5

C'è qualcosa che si intravede, la connessione con i Klem e Napoli Sotterranea per esempio, che può creare di inedito. La sperimentazione e l'apertura, fin troppa in alcuni casi, la rendono la giudice più imprevedibile nelle potenziali scelte finali.

Irama, voto: 7

Lo spirito guida dei concorrenti ha parlato ed è stato ascoltato: un risultato per nulla scontato dopo due settimane al tavolo dei giudici. Irriverente quanto c'è bisogno di alleggerire l'umore al tavolo, e sono nate già le prime connessioni: dalla scorsa settimana con Clarice a oggi con Martina.

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