Ci potrebbero essere delle stanze inesplorate nella tomba di Tutankhamon che condurrebbero alla tomba di Nefertiti

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Tutankhamon e Nefertiti, 2026
Una nuova ricerca nella Valle dei Re individua un corridoio inesplorato oltre la tomba di Tutankhamon. Riprende quota la teoria sulla regina Nefertiti.

Nuove ricerche nella Valle dei Re in Egitto potrebbero confermare la presenza di camere nascoste nella tomba di Tutankhamon. È ciò che il team di ricerca guidato dall'archeologo Mamdouh Eldamaty della Ain Shams University del Cairo, già ministro egiziano delle Antichità, ha individuato con una combinazione di radar a penetrazione del suolo e misure di microgravimetria. Questi nuovi dati rivelano anomalie strutturali riconducibili a un corridoio di circa due metri e a possibili camere.

I precedenti rilevamenti radar non avevano identificato queste strutture perché calibrati per cercare spazi vuoti, mentre il nuovo corridoio, come ipotizzato dall'ingegnere strutturale e geofisico George Ballard, si allontanerebbe dalla camera funeraria risultando densamente riempito di detriti. Le oltre 1.200 misurazioni, effettuate su una superficie di circa 35 metri quadrati, hanno mostrato strutture a bassa densità con angoli retti, orientate parallelamente alla parete settentrionale.

Tra queste, la più interessante è l'Anomalia "7": una vasta zona prevalentemente a bassa densità che contiene al proprio interno un'area approssimativamente quadrata ad alta densità. Potrebbe trattarsi di una camera contenente oggetti e materiali, priva di altri ingressi conosciuti. Se l'interpretazione fosse corretta, gli ambienti non sarebbero mai stati violati fin dall'antichità. A questa si aggiunge un'ulteriore anomalia situata immediatamente a ovest della camera funeraria, la cui lettura è però disturbata e resa di difficile interpretazione dalla presenza di un'altra tomba adiacente.

Il dibattito sulla presenza della tomba della regina Nefertiti

Il ritrovamento potrebbe riaprire il dibattito nato nel 2015, quando l'egittologo britannico Nicholas Reeves teorizzò, osservando fessure e antiche modifiche nelle pitture della parete nord, che la tomba associata al codice identificativo KV62 fosse originariamente parte di un complesso funerario molto più grande. Secondo l'ipotesi, a causa della morte improvvisa del giovane Tutankhamon tra i 18 e i 19 anni, gli spazi vennero riadattati in fretta per accogliere la sua salma.

Oggi, a oltre un secolo dalla scoperta della KV62 nel 1922, il mistero potrà essere risolto solo attraverso le decisioni del Supreme Council of Antiquities egiziano. Appare infatti necessaria l‘autorizzazione governativa all'uso di micro-telecamere, da introdurre attraverso millimetrici fori praticati per non danneggiare le decorazioni delle pareti. Questa esplorazione visiva diretta rappresenta l'unica strada per confermare l'effettiva esistenza del complesso e verificare, in via definitiva, se questi ambienti abbiano o meno una reale correlazione con la sepoltura della regina Nefertiti.

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