Annalisa: “Mi hanno definita pornodiva. Svolta sexy? No, sono cresciuta e resto una brava ragazza”

Ancora una volta Annalisa si trova a doversi difendere dalle accuse causate da un suo singolo, "Canzone estiva". O meglio, dall'immagine che ha dato di sé: "Mi vuoi più suora o pornodiva?" dice in una canzone che racconta proprio la percezione della propria immagine all'esterno, oltre che nella coppia. Per lanciare questo singolo ha giocato proprio su questa dualità, ma sono anni che oltre che per la sua musica si discute della sua immagine con cui racconta la sua musica. C'è chi sostiene una svolta sexy dovuta ad abiti più succinti, un atteggiamento meno castigato, qualcosa che per i critici servirebbe a vendere meglio la propria musica.
E da anni risponde più o meno allo stesso modo, ovvero che non c'è stata alcuna svolta, ma solo una maggiore consapevolezza del proprio corpo, una donna che cresce. Lo ha ribadito in un'intervista al Corriere della Sera per rispondere proprio a chi la critica per questo. È solo una donna che si evolve, spiega, e che ha usato volutamente il termine "pornodiva e non quello meno edulcorato" con cui vengono etichettate le donne che non rispondono ai canoni patriarcali, come spiega la stessa Annalisa quando parla di coloro che vorrebbero "le donne disinibite a casa e pudiche e diligenti fuori". Ha dovuto combattere con questa etichetta più volte nella vita e parlarne è anche un modo per creare dibattito.
Annalisa, inoltre, nega qualunque svolta sexy: "Non ho mai vissuto questa cosa come una svolta improvvisa: è stato graduale. Se anni fa ero una ragazzina anche un po’ spaventata, ora penso di aver imparato molte cose. E anche se scopro le gambe, resto una brava ragazza". Quello che canta e mostra è un modo per raccontare il giudizio altrui che spesso parte da un pregiudizio. "Non sono una marionetta nelle mani di qualcuno che mi fa fare cose in cui non credo" ribadisce, sottolineando come questo obiezioni non vengano mai riferite ai propri colleghi, segnando una differenza di prospettiva tra uomini e donne anche nella musica.

Lo ha descritto bene Federico Pucci in un articolo in cui fa per Fanpage un'analisi musicale e testuale di Canzone estiva, raccontando come la cantante si inserisca "in una lunga tradizione di cantanti costrette a fare i conti con l’ambivalenza del ruolo che una società maschilista assegna alle donne". Culturalmente, infatti, nel mondo della musica questo pregiudizio è difficile da sradicare:
Da una parte considerate dal pubblico soprattutto (se non soltanto) quando giocano con l’erotismo – continua Pucci -, dall’altra costrette a essere per questo ritenute meno valide dei colleghi maschi e quindi bisognose di una qualche redenzione o salvezza spirituale, le cantanti si ritrovano in una condizione paradossale che non fa che alimentare il disinteresse del pubblico italiano verso di loro.
Quando ha scritto questa canzone, comunque, Annalisa sapeva a cosa andava incontro, per quello che abbiamo in precedenza ma era chiaro anche dalla metanarrazione della canzone riassunta in quella domanda che racchiude un mondo molto più grande di quanto l'ascoltatore può comprendere appieno se conosce almeno in parte la discografia della cantante: "Mi vuoi più suora o pornodiva?" è una domanda retorica per scrollarsi di dosso lo sguardo altrui, maschile ma non solo.