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Amici 25, le pagelle di domenica 1 febbraio: la magia di Elena (7) , in sfida Gard (6,5) e Plasma (5,5)

Domenica 1° febbraio 2026 è andata in onda la diciasettesima puntata del Pomeridiano di Amici 25, dove si sfidano gli allievi di Maria De Filippi. La cover di “Castle in the snow” di Elena (7) è l’esibizione migliore di giornata. In sfida Gard (6,5) e Plasma (5,5). Qui le pagelle.
A cura di Vincenzo Nasto
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Elena e Gard, via Amici 25
Elena e Gard, via Amici 25

Domenica 1° febbraio 2026 è andata in onda la diciassettesima puntata del Pomeridiano di Amici 25, dove si sfidano gli allievi di Maria De Filippi. Ospiti della puntata l'ex concorrente Petit, insieme a Mimì, che ha presentato l'inedito "Perdonami", ma anche Giorgia che ha cantato "Corpi Celesti". Hanno giudicato la gara di canto Al Bano e Jake La Furia, mentre nella gara di ballo sono intervenuti Irma Di Paola e Giuseppe Gioffrè. La cover di "Castle in the snow" di Elena (7) è l'esibizione migliore di giornata. Un tuffo evocativo in cui l'acuto finale risveglia il pubblico, rapito dalla connessione tra la sua voce, la chitarra elettrica e il senso di alienazione e sopravvivenza in cui il brano conduce. In sfida Gard (6,5) e Plasma (5,5). Qui le pagelle.

Gard, voto 6,5:

Definire "piatta" l'esibizione e/o l'atteggiamento di Gard nelle ultime settimane è una mossa astuta, e ha funzionato. Il suo ultimo posto in classifica ha poco a che vedere con la gara di canto, ha poco a che vedere con la malinconia che trasporta la sua "Un Año de Amor" di Luz Casal. La prova con la ballad pop spagnola, una cover di "Un anno d'amore", portata al successo da Mina nel 1964, è tutto fuorché piatta.

Angie, voto 6,5:

Riuscire a determinare il contesto musicale, ma anche la direzione melodica di una giovanissima cantante come Angie, è un esercizio di proiezione. Lo stesso che può da una parte giustificare le carenze lamentate dai giudici, dall'altra un modo per distogliere l'attenzione dalle sue capacità vocali. E per l'ennesima volta rischia la sfida, anche quando, con "Love in the dark" di Adele non si limita a fare il compitino. Questa volta la sua insegnante Lorella Cuccarini è riuscita a proteggere la sua concorrente.

Plasma, voto 5,5:

La derivazione rap di Jovanotti si è sciolta negli anni, ma non è stato assolutamente un cattivo esperimento quello di Plasma con "I love you". Anzi, proprio le strofe risultano l'elemento più originale dell'esibizione, che come spesso accade, perde parte della sua attenzione in un ritornello "parlato". Difficile accettare alla fine la maglia rossa della sfida nel confronto con Opi, ma non è la prima volta che gli accade.

Caterina, voto 6,5:

"Right to Be Wrong" di Joss Stone doveva essere la canzone per elevarsi da uno stato vicino alla mediocrità delle ultime settimane e Caterina ha fatto ciò che doveva fare. Le parole scivolano quasi sempre al posto giusto, tranne quando non funziona il cambio ritmico nel segmento finale del brano. Il timbro di Caterina ha la necessità di essere tutelato, una nuova prova per l'insegnante Rudy Zerbi.

Riccardo, voto 5:

Si arriva alle note dolenti, e non è la prima volta. In un momento di forte incertezza, che non lascia trasparire nelle sue esibizioni, sceglie un brano in cui il suo canto non viene esposto nella maniera migliore. Pecca ancora in alcuni segmenti recitati di "Tutto qui" di Gazzelle: non c'è un solo modo di emozionare il pubblico e forse variare alcuni aspetti delle sue interpretazioni potrebbe aiutarlo.

Opi, voto 4,5:

Appare, in maniera crudele, il distacco tra l'energia, il coraggio e la voglia di dimostrare ciò che si ha e la reale performance di Opi con "Per colpa di chi" di Zucchero. Una prova tutt'altro che convincente per il cantante, che appena si affaccia in territori musicali più sghembi, meno "controllabili", esce completamente dal suo personaggio. Apprezzabile lo staging con cui cerca di coinvolgere il pubblico, ma in un'interpretazione bisognerebbe assistere al tentativo di mostrare qualcosa e non una performance da karaoke. Ancora una volta salvo dalla sfida.

Elena, voto 7:

Perdonatele qualche minima imprecisione vocale: la cover di "Castle in the snow" è l'esibizione migliore di giornata. Un tuffo evocativo in cui l'acuto finale risveglia il pubblico, rapito dalla connessione tra la sua voce, la chitarra elettrica e il senso di alienazione e sopravvivenza in cui il brano conduce. Grazie a Elena stiamo assistendo anche ad alcuni tentativi esterofili non proprio pratici per il pubblico italiano, un dettaglio da non dimenticare quando si dovrà affrontare il discorso di "versatilità".

Michele, voto 5,5:

Altra nota dolente per Michele con "I don’t want to miss a thing" degli Aerosmith. Impreciso nei momenti iniziali del brano, è necessario apprezzare la coordinazione piano e voce che propone. Tutto ciò scompare quando abbandona la postazione, in cui sembra alla ricerca di una risposta del pubblico, mentre lo stesso era in attesa dell'acuto finale che ha reso celebre il brano. Rimane il momento "meme" della giornata con Al Bano: "Con pianoforte, senza pianoforte, sei veramente forte…".

Lorenzo, voto 6:

Quasi trascinato da un incontro con un vecchio amico come Jake La Furia, Lorenzo ci ha dato la possibilità di osservare da uno spioncino ciò che aveva proposto nel suo percorso a X Factor: un repertorio del meglio della musica leggera italiana. Questa volta con "Che cosa c'è" di Gino Paoli ritorna il suo canto sognante, la delicatezza di alcuni passaggi, e la piacioneria al piano che aveva conquistato il pubblico del talent Sky.

Valentina, voto 5,5:

Forse non la sua migliore esibizione in lingua inglese, ma è necessario ricordare che il suo progetto, di matrice internazionale, è quello che per adesso è stato digerito "meglio" dal pubblico, anche in streaming. Una forte identità visiva che alcune volte nasconde, altre volte accentua, alcuni passaggi a vuoto canori. È il caso di "Still don't care", in cui le strofe non hanno reso al meglio, non rendendo giustizia al ritornello.

Lorella Cuccarini, voto 6,5:

È finalmente arrivata una prova difensiva nei confronti di Angie, anche questa volta disegnata in maniera approssimativa dall'insegnante Anna Pettinelli. È difficile convincere il pubblico di ciò che non accade, ma incredibilmente abbiamo dovuto assistere a due sfide della cantante con la migliore formazione canora di quest'edizione.

Rudy Zerbi, voto 5,5:

Piccolo, non piccolissimo, passo indietro per Rudy Zerbi. Da una parte convincono le strategie su Gard, finito all'ultima posizione per un commento non proprio oggettivo, e per l'assegnazione di "Right to Be Wrong" di Joss Stone a Caterina. Ma dall'altra, forse costringe Michele a "I don’t want to miss a thing" degli Aerosmith, non tenendo conto di alcune lacune sugli acuti nel ritornello del brano.

Anna Pettinelli, voto 4,5:

Il commento su Angie, in merito alla sua natura vocale, pecca di presunzione e non solo. E non solo perché alla fine la natura di un talent non ha problemi a ribaltare le sue posizioni, con Gard ingiustamente nell'ultimo slot libero in classifica. Discutere sul punto dell'evoluzione di una cantante con un tale pregresso come Angie fa uscire, ancora una volta, i problemi di valutazione dell'insegnante, che per lo stesso motivo si è trovata in difficoltà nella gestione di Flavia e Opi. Fortunatamente, non dovrà esser solo lei a scegliere per il futuro di Angie al Serale.

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