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A Capodanno resteremo svegli per essere certi che il 2020 vada via per sempre

Comunque vada Capodanno 2021 sarà un evento storico. Lo sarà perché il 2020 è stato un anno terribile. Non solo per la pandemia, la crisi sanitaria e i morti, ma per gli effetti psicologici, sociali ed economici che ci porteremo dietro ancora per molto. La speranza è che l’anno nuovo possa essere quello della rinascita.
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Comunque vada il Capodanno 2021 sarà un evento storico. Lo sarà perché arriverà nel pieno di una pandemia che ha modificato per sempre la nostra vita, deviando la linea della Storia verso l'ignoto. Lo sarà perché, nonostante gli auspici di un vaccino e di una cura che rimetta presto le cose a posto, gli strascichi sociali, economici, sanitari, psicologici e addirittura morali che ci porteremo dietro saranno lunghi e assillanti. Lo sarà perché quest'anno abbiamo visto tante persone che amavamo andarsene via, tra i nostri affetti privati e i più cari beniamini pubblici (dallo sport al cinema, passando per la letteratura, è stata una carneficina). Nel 2020 abbiamo rinunciato ai baci, abbiamo rinunciato alle feste di compleanno, al Natale.

Abbiamo assistito a file di bare con dentro i corpi dei nostri nonni, dei nostri zii, genitori e amici e non abbiamo potuto salutarli. Abbiamo chiuso i cinema, i teatri, i musei: abbiamo smesso di andare a scuola e all'università. Abbiamo chiesto a Gesù Cristo di nascere in anticipo e abbiamo scoperto che il respiro si può mozzare e che questa fame d'aria potrebbe non ricevere l'aiuto che necessiterebbe. Abbiamo visto i sistemi sanitari collassare sotto i colpi di una malattia sconosciuta e l'economia mondiale puntare verso il baratro. Abbiamo visto tutto questo e speriamo davvero di non rivederlo mai più.

Sarà un Capodanno storico questo del 2021, perché il 2020 ha messo in discussione i nostri percorsi lineari, la nostra vita puntata dritta ai suoi obiettivi. Sarà un Capodanno storico perché l'anno che verrà non sappiamo come sarà, non riusciamo a prevederlo, nemmeno a immaginarlo: come staremo a quest'ora tra dodici mesi? Vaccinati e felici oppure nel pieno di una seconda pandemia frutto di varianti e mutazioni che solo a scriverne fa già somigliare la nostra giornata a un film dell'orrore?

Non sappiamo nulla e quest'incertezza ci sfinisce, ci rende frustrati, divisi. Litighiamo ogni giorno su tutto, su ogni cosa. Non è così che dovremmo essere nell'anno nuovo. Tuttavia, visto come sono andate le cose, è inutile fare proclami. Sarebbe stucchevole nella situazione in cui ci troviamo provare a riempire di buoni propositi la linea arbitraria che separa un anno dall'altro. Invece sarebbe bello se domani, dopo aver visto i filmati delle piazze vuote e senza festeggiamenti, ci svegliassimo diversi, nuovi, migliori, pieni di quell'ossigeno che nella realtà o solo metaforicamente ci è mancato per tutto il 2020. Sarebbe bello, ma temo che non accadrà. Per il momento sarà sufficiente metterci alle spalle i dodici mesi appena trascorsi, questo terribile anno che non smetteremo mai di ricordare. Perciò a Capodanno resteremo svegli non per aspettare il 2021, ma per essere sicuri che il 2020 se ne vada via per sempre.

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Scrittore, sceneggiatore, giornalista. Nato a Napoli nel 1979. Il suo ultimo romanzo è "Le creature" (Rizzoli). Collabora con diverse riviste e quotidiani, è redattore della trasmissione Zazà su Rai Radio 3.
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