Coldiretti: la crisi peserà sul Natale 2012: meno soldi per regali e cibo

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A cura di Redazione
Lo rivela l’Istat che dice che, per via della crisi, i consumi alimentari, e non solo quelli, degli italiani sono in netto calo. Il 35,8% ha ridotto la quantità e la qualità della spesa, si compra molto di più ai discount.
Sono 4 su 10 gli italiani che fanno acquisti proprio nei primi quindici giorni del mese, ma quest’anno spenderanno di meno. Fiorisce l’industria del falso, oggi maxisequestro della Finanza a Macerata.

Con la crisi gli italiani spenderanno per il Natale il 3,7% in meno: è quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell'indagine "Xmas Survey 2012" di Deloitte che documenta come il 30 per cento degli italiani abbia già fatto acquisti mentre il restante 30 per cento li farà a ridosso del 25 dicembre. Sono 4 su 10 gli italiani che fanno acquisti proprio nei primi quindici giorni del mese.

Le famiglie italiane spenderanno in media 551 euro dei quali 197 euro in cibo e bevande per imbandire le tavole, 90 euro per i divertimenti e 264 euro per i regali. Ai bambini è destinato il 39 per cento della spesa per regali, in Italia. "Se negli Stati Uniti le vendite di Natale sono iniziate lo scorso 23 novembre col "black Friday" che ha fatto segnare un calo delle vendite dell'1,8%, le prime indicazioni – sottolinea la Coldiretti – non sono positive neanche in Italia dove la spesa per la shopping natalizio in regali, cibo e divertimento è stimata in calo del 3,7 per cento".

Secondo Coldiretti "la situazione di crisi ed il contenimento delle tredicesime favorisce un clima di sfiducia che – precisa – porta a una riduzione della spesa complessiva che penalizza soprattutto i regali che subiscono un taglio record dell'8,6 per cento ed i divertimenti (-0,3 per cento), mentre tiene l'acquisto di cibo (+2,1 per cento)".
Inoltre occorre far fronte anche con l'industria del falso: proprio oggi oltre 400mila prodotti cinesi pericolosi per la salute, in gran parte luminarie di Natale, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Macerata e Civitanova Marche in tre negozi gestiti da cinesi a Montecassiano, Monte San Giusto e Civitanova. Il materiale era privo dei requisiti previsti dal Codice al consumo: la marcatura Ce, l'indicazione delle componenti e istruzioni in lingua italiana. Oltre alle luci c'erano casalinghi, articoli per l'ufficio, per fumatori e per gli animali, cancelleria, ferramenta, giocattoli.

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