L’allarme è scattato nella notte: oltre alle cinque vittime del mare sull’imbarcazione c’erano altre 52 migranti in condizione di salute precarie. Si teme una nuova ondata di sbarchi.

Sono ripresi, nella maniera più drammatica possibile, gli sbarchi di migranti a Lampedusa: stamattina un barcone che si apprestava a raggiungere le coste dell’isola siciliana è stato soccorso, a circa 70 miglia a Sud della riva in acque di competenza libica, dalla Guardia costiera che ha scovato, sull’imbarcazione, cinque cadaveri. I corpi senza vita dei migranti sono stati trasferiti sulle motovedette dalla Capitaneria di porto. Il bilancio delle vittime è stato confermato dalla centrale operativa delle Capitanerie di porto di Roma. Tutti gli altri migranti, 52 persone tra cui cinque donne, erano in condizioni precarie di salute: il loro barcone era alla deriva con il motore in avaria e la lunga permanenza in mare ha peggiorato la loro situazione.

Scattati nella notte i soccorsi della Guardia costiera e della Gdf – Le operazioni di soccorso sono iniziate durante la notte, dopo una richiesta di aiuto giunta attraverso una telefonata fatta con un satellitare dal barcone che arrivava quasi certamente dalla Libia. Diciannove persone sono state imbarcate sul Pattugliatore della Guardia di Finanza, altre trentadue sulla motovedetta della Guardia Costiera mentre un uomo in gravi condizioni è stato soccorso da un elicottero di stanza sulla nave militare Bettica.

Si teme una nuova emergenza sbarchi – Già ieri a Lampedusa, direttamente in porto, erano arrivate 54 persone, tra queste c’erano quattro bambini, a bordo di un’imbarcazione proveniente presumibilmente dalla Libia. Il gommone degli extracomunitari non era stato avvistato in precedenza e, una volta arrivati al porto, sono stati soccorsi in attesa di essere trasferiti in strutture di accoglienza nell’isola. Oltre a questi altri cinque immigrati erano stati soccorsi nelle ultime ore dalla Guardia Costiera a Trapani, la loro barca si era arenata nel fondale basso. La preoccupazione è che, dopo la tregua dovuta all’inverno, possa ritornare forte l’emergenza sbarchi sulle coste italiane.