Sarà pubblicata domani su Fanpage.it la quinta puntata dell'inchiesta Bloody Money che ha svelato gli intrecci tra politica, imprenditoria e camorra. Protagonisti di questo video i capannoni del Nordest che diventano facile preda di gruppi criminali che li prendono in affitto usando prestanomi e società fittizie, li riempiono di rifiuti di ogni tipo e poi li abbandonano o li danno alle fiamme.

Nella quinta puntata, un trafficante di rifiuti offre all'ex boss pentito Nunzio Perrella, che indossa una telecamera di Fanpage.it, un nuovo affare legato allo smaltimento. A spiegare il meccanismo di questi "maneggi", un nuovo personaggio: il "ragioniere". L'uomo racconta come, avvicinando ditte in crisi di impianti di smaltimento, con pochi soldi e attraverso dei prestanome, riesca a entrare nelle stanze dei bottoni delle aziende e pian piano a prenderne il possesso.

In particolare l'affare è legato a un impianto di riciclaggio di rifiuti in provincia di Verona. Il "giochino" è semplice: sfruttando i permessi che gode questo stabilimento, si fanno arrivare nell'impianto i rifiuti pericolosi. Poi, avvolgendoli semplicemente nel cellophane e senza alcun trattamento specifico, vengono fatti uscire con un'altra dicitura: invece che rifiuti pericolosi, semplice plastica. Successivamente vengono trasportati in capannoni affittati ad hoc con dei prestanome e lì stoccati fino al riempimento completo e poi abbandonati o incendiati.

Ma proprio appena inizia questo tipo di traffico, qualcosa va storto, un camion rovina il gioco: cosa è successo? Le ditte a cui è stato mandato (ben tre, due in Veneto e una in Lombardia) si sono subito accorte che il carico non era plastica, come da bolla di accompagnamento, ma rifiuti puzzolenti e così lo rispediscono indietro a Verona.

L'amministratore "fittizio" – quello cioè inserito nell'azienda dalla cricca – autorizza lo scarico a Verona e la situazione, ormai fuori controllo, precipita. Il "vero" proprietario dell'impianto che non si aspettava di ritrovarsi l'azienda piena di scarti maleodoranti e pericolosi, va su tutte le furie e nasce un lungo e teso dibattito con l'ansia crescente che le forze dell'ordine possano arrivare da un momento all'altro e arrestare tutti. Il problema spinge infine alcuni dei soci "occulti" dell'impianto ad abbandonare l'affare mentre Fanpage.it decide di andare dritta in Procura e denunciare quello che stava accadendo.

Ancora una volta, il viaggio di Perrella, mostra uno spaccato inquietante del traffico di rifiuti illecito che ancora c'è in Italia. Il video mette i lettori faccia a faccia con la dimestichezza e la spregiudicatezza di questi personaggi che discutono di rifiuti pericolosi, false autorizzazioni ed escort usate da mazzette come fosse del tutto normale.

Le puntate precedenti:

Bloody money I
Bloody money II
Bloody money III
Bloody money IV