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L'arresto e il processo di Patrick Zaki in Egitto
14 Settembre 2021
15:19

Zaki: “Io detenuto troppo a lungo”. Prima udienza dura 5 minuti, processo aggiornato al 28 settembre

È terminata dopo pochi minuti la prima udienza del processo in Egitto a Patrick Zaki. Lo studente è intervenuto e il suo avvocato ne ha chiesto il rilascio o almeno l’accesso al dossier che lo riguarda. Zaki, che è in carcere da 19 mesi, è apparso in manette nella gabbia degli imputati durante l’udienza. Prossima udienza il 28 settembre.
A cura di Susanna Picone
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L'arresto e il processo di Patrick Zaki in Egitto

È terminata la prima udienza del processo a Patrick Zaki che si è aperto questa mattina presso il tribunale di Mansura in Egitto. Una udienza che è durata poco più di cinque minuti. Lo studente egiziano dell'Università di Bologna ha preso la parola lamentando di essere stato detenuto oltre il periodo legalmente ammesso per i reati minori di cui è accusato adesso. Zaki è stato arrestato nel febbraio dello scorso anno: è detenuto dunque da 19 mesi. Come riporta l’Ansa, anche la sua legale Hoda Nasrallah ha sostenuto la stessa tesi chiedendo il rilascio dello studente o almeno l'accesso al dossier che lo riguarda. Il processo è stato aggiornato al 28 settembre: lo studente rimarrà in carcere fino a quella data. L'annuncio è stato dato da un poliziotto.

Patrick Zaki appare ammanettato nella gabbia degli imputati

Prima dell’inizio dell’udienza – oggi erano presenti la sorella e il padre di Zaki – lo studente è apparso per qualche secondo nella gabbia degli imputati durante una pausa delle altre udienze per poi essere riportato via in seguito all'attenzione che ha subito destato familiari e amici. L'Ansa dice che Zaki è arrivato ammanettato e ha salutato a mani giunte parenti, attivisti e i due diplomatici italiani in aula. Barba, occhiali e codino, il giovane era vestito tutto di bianco con camicia, pantaloni larghi e scarpe da tennis. Avrebbe parlato con impeto davanti a un giudice principale, uno a latere e un cancelliere.

Amnesty: "Se Patrick verrà condannato non ci sarà un ricorso"

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha parlato del processo a Zaki nel corso di un intervento a SkyTg24: il rinvio a giudizio "è stato uno sviluppo improvviso”, ha detto spiegando che in meno di 24 ore si è posta fine alla detenzione preventiva per trasferire il tutto dal Cairo a Mansura. “È tutto abbastanza misterioso. Quel che è certo è che è un tribunale di emergenza che processa Patrick per diffusione di notizie false per un articolo da lui scritto nel 2019 in cui prendeva le difese della minoranza religiosa cristiano-copta, a cui appartiene la sua famiglia, perseguitata, discriminata, sottoposta ad attacchi e violenze. Questo processo non prevede un appello: se Patrick verrà condannato non ci sarà un ricorso ma solo la possibilità di una richiesta di grazia al presidente al-Sisi”.

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