via rampinelli dove è avvenuto lo scippo il 4 marzo scorso

Il 4 marzo scorso, nei pressi di via Rampinelli, una donna di circa 40 anni e originaria di Brembate Sopra, è stata strattonata da un uomo di colore, intenzionato a portarle via la borsetta. Lo scippo non si è concluso come previsto dal rapinatore, in quanto la sua vittima è riuscita a scappare, rifugiandosi in un bar. Dopo aver atteso qualche minuto, è tornata nuovamente in strada, ma l'uomo l'attendeva nascosto dietro ad un auto: l'ha aggredita spingendola a terra, fin quando la donna non ha gridato, attirando l'attenzione degli uomini della Protezione Civile, che sono appostati in via Rampinelli ormai da settimane, per evitarne l'ingresso ai curiosi. E' stata contattata la Polizia locale e, in seguito, i vigili hanno individuato l'aggressore e poi fermato. E' stato convalidato l'arresto in attesa del provvedimento giudiziario.

Dopo due settimane, la donna è tornata nuovamente alla Polizia, per riferire di un ricordo che potrebbe risultare fondamentale nelle indagini sulla morte di Yara: quello stesso uomo, un nigeriano di 23 anni, che ha tentato di scipparla, è stato da lei intravisto nei giorni a ridosso del 26 novembre insieme ad un altro extracomunitario proprio in via Rampinelli, dove guardavano con insistenza. Non lontano da loro, proprio vicino all'ufficio delle Poste, era parcheggiato il famoso furgone bianco. La testimonianza è stata inoltrata alla Procura di Bergamo, che dovrà verificare quanto possa essere utile alle indagini.

Facciamo il punto della situazione.

Il corpo di Yara Gambirasio  è stato trovato a Chignolo lo scorso 26 febbraio, precisamente un mese fa. Le indagini sono proseguite senza che ancora sia stata ufficializzata una pista, come anche i risultati dell'esame autoptico, condotto dalla dottoressa Cristina Catteneo. Yara potrebbe essere stata picchiata con violenza inaudita prima di essere uccisa, ma sono solo indiscrezioni che per il momento non hanno trovato alcuna conferma. Tra polemiche sulle indagini e l'assalto mediatico di giornalisti e programmi televisivi, Brembate resta chiusa nel suo dolore, stretta attorno alla famiglia Gambirasio, che ancora non può piangere sul corpo della sua piccola Yara.

E tra il desiderio di conoscere il il volto dell'assassino e il timore di non riuscire a stanarlo, si continua a offrire il proprio contributo per la risoluzione di questa terribile vicenda. Chi l'ha visto, la trasmissione condotta da Federica Sciarelli, segue il caso attraverso la cronaca di Fiore De Rienzo,  che ha intervistato i tre testimoni, che quella maledetta sera del 26 novembre videro e udirono qualcosa di sospetto: Enrico Tironi, Mario Torracca e  Marina Abeni. Alle loro parole si aggiunge ora la deposizione di una quarta persona, la donna scippata proprio in via Rampinelli, che aggiunge il dettaglio inquietante del furgone bianco. Ancora: ad Ambivere, un piccolo comune che dista pochi chilometri da Brembate, due sere dopo la scomparsa di Yara, una donna ha udito da un furgone bianco le grida di una ragazzina. L'insistenza di testimoni, che raccontano di aver notato il 26 novembre uomini sospetti in via Rampinelli e l'oscura presenza, segnalata da un numero non trascurabile di persone,  del furgone bianco guidato da uomini che terrorizzerebbero Brembate, sono diventati due elementi che ritornano con una certa frequenza.

Che i pezzi del puzzle si stiano ricomponendo per far luce sulla morte di Yara?