“Voti bassi, non mi rappresentano”, studentessa bocciata fa ricorso al Tar: i giudici danno ragione ai docenti

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Una ragazza di Treviso ha presentato ricorso al Tar contro la sua bocciatura. Secondo la studentessa, i voti insufficienti ricevuti nelle prove di recupero di italiano e inglese non sarebbero stati adatti alla sua vera preparazione. Inoltre, la scuola non avrebbe tenuto conto della sua situazione scolastica globale. Ma secondo i giudici, queste argomentazioni non reggevano.

Nonostante il ricorso al Tar, è stata bocciata. Una studentessa di terza superiore di Treviso non ha superato le prove di recupero dei debiti in italiano e in inglese, ricevendo come valutazione 5 nella prima e 4 nella seconda. E dunque non è stata ammessa all'anno successivo. Così, ha presentato ricorso al Tar contro la bocciatura, sostenendo che i voti ricevuti non riflettessero la sua reale preparazione. Ma i giudici hanno dato ragione alla scuola.

A parere della giovane, il consiglio di classe non avrebbe tenuto conto della sua situazione scolastica globale. I docenti non avrebbero valorizzato i suoi progressi generali e soprattutto non si sarebbero impegnati per migliorare la sua preparazione nelle due materie in cui aveva più lacune, appunto italiano e inglese.

Ma il Tar si è espresso negativamente riguardo alle sue argomentazioni. Il corpo docente infatti si è premurato più volte nel corso dell'anno di "segnalare alla famiglia la situazione critica della studentessa", che era insufficiente in italiano e gravemente insufficiente in inglese e in fisica.

I genitori della giovane, da parte loro, si sono confrontati solo una volta con la docente di fisica e una, a novembre, con quella di italiano. Per di più, secondo il Tar, anche solo inserire i voti nel registro elettronico basta alla scuola per adempiere all'obbligo di comunicare l'andamento scolastico di uno studente.

Non regge così la tesi secondo cui i voti delle prove di recupero non sarebbero stati adatti alla vera preparazione della studentessa. Inoltre, "resta generica e non dimostrata" anche l'idea che i docenti non avrebbero tenuto conto del suo percorso scolastico nel complesso.

Infatti, nonostante le sue lacune e una media non sufficiente, la ragazza è stata presentata allo scrutinio di fine anno con 6 dagli insegnanti di storia, matematica e diritto, che hanno valorizzato i suoi progressi. Ma resta che la sua situazione scolastica non è mai stata "positiva". Per quanto riguarda invece le negligenze della scuola nei corsi di recupero, secondo il Tar non c'è alcuna prova che i docenti non si siano impegnati per permettere alla studentessa di colmare le sue lacune.

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