Vongole di origine portoghese contaminate rivendute come italiane: sequestrate oltre 15 tonnellate, un arresto

Ritirate oltre 15 tonnellate di vongole prima che finissero in tavola. Stando all'operazione della Guardia di Finanza di Ferrara la merce arrivava da aree altamente inquinate del Portogallo e si è quindi provveduto con il sequestro e l'arresto ai domiciliari per un uomo già condannato in via definitiva per reati aggravati dal metodo mafioso.
Le indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ferrara con il supporto di Eurojust, hanno svelato un sistema che avrebbe sfruttato la grave crisi produttiva causata dal granchio blu nelle valli di Comacchio e nella Sacca di Goro. Il piano criminale avrebbe sfruttato la carenza di prodotto italiano in un’occasione di profitto attraverso un articolato traffico illecito di vongole provenienti dal Portogallo.
Tutto avveniva con la complicità di imprenditori e di documenti falsi. Il sistema illegale infatti poteva contare su imprenditori veneti del settore ittico che in cambio di soldi riuscivano a recuperare la documentazione necessaria per attestare falsamente che le vongole provenissero da allevamenti della laguna veneta. Invece la loro provenienza era una zona altamente inquinata del Portogallo. Con queste certificazioni false, le vongole sarebbero state importate dall’estero e poi inserite nel mercato italiano. In poco tempo quindi anche nelle cucine del Paese.
Chi era coinvolto nel sistema illegale usava chat di messaggistica criptata per cercare di evitare intercettazioni da parte delle forze dell'ordine. Riuscivano in questo modo a organizzare il trasporto: i furgoni utilizzati per il trasferimento delle vongole dal Portogallo all'Italia venivano supportati da auto di staffetta così da segnalare eventuali posti di blocco. L’inchiesta non riguarda soltanto la frode alimentare: le Fiamme Gialle hanno svelato anche un presunto sistema di intestazioni fittizie di società.