Resta in libertà in attesa del processo. È questa la decisone che ha preso il gip del tribunale di Modena Andrea Scarpa nei confronti del settantatreenne Franco Cioni, pensionato reo confesso dell'omicidio della moglie Laura Amidei. La donna, di sessantotto anni, era gravemente malata. Il gip ha convalidato l’arresto di Cioni senza misure cautelari. Il delitto è avvenuto mercoledì scorso a Vignola, nella provincia di Modena. Il pensionato, come ricostruiscono i media locali, ha confessato di aver ucciso la moglie ribadendo quanto aveva già dichiarato ai militari intervenuti dopo la sua chiamata. Ha cioè detto di averla soffocata con un cuscino mentre dormiva. Lo avrebbe fatto perché non riusciva a sopportare le gravissime condizioni di salute della compagna: “Non volevo più vederla soffrire”. La vittima, che da poco tempo era uscita dall’ospedale, era affetta da una malattia oncologica diagnosticata nel 2016 che aveva portato soprattutto di recente a un peggioramento delle sue condizioni di salute. Secondo il marito, ormai, non aveva più speranze.

Per il giudice non c’è il pericolo di fuga o inquinamento prove – Il pm aveva sostenuto la necessità dei domiciliari, la difesa ha avanzato la richiesta di una consulenza psichiatrica al fine di valutare se l’uomo fosse totalmente capace di intendere e volere mentre uccideva la moglie. Tre i motivi che hanno spinto il gip che ha convalidato l’arresto ad alleggerire il quadro: non c’è pericolo di fuga, non può inquinare le prove, non si ravvede la possibilità che Cioni uccida altre persone visto che l’omicidio di cui è accusato va inserito in un contesto familiare. Lunedì la procura conferirà l’incarico ai periti per eseguire l’autopsia sulla vittima.