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“Vieni con me”, donna tenta di portare via un bambino ai genitori a Imperia

L’episodio è avvenuto nei pressi di una farmacia della zona di Oneglia, a Imperia. Secondo la procura non sarebbe stato messo in atto alcun concreto tentativo di rapimento ma il gesto sarebbe da ricondurre all’azione di una persona instabile.
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A cura di Biagio Chiariello
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È una vicenda ancora tutta da chiarire quella che arriva da Imperia, dove i carabinieri hanno fermato per accertamenti una giovane donna che, nel pomeriggio, ha aggredito il padre e la nonna di un bambino e ha cercato di portare loro via il piccolo (inizialmente scambiato per una femminuccia).

I due si trovavano per strada, nella zona di largo Sabatini, a Oneglia, quando sono stati avvicinati dalla donna che ha iniziato ad urlare "dammi la bambina, dammi la bambina" e si sarebbe rivolta allo stesso piccolo: "Vieni via con me". Non è chiaro per quale motivo lo abbia fatto, tantomeno se conoscesse la famiglia. Fatto che i due genitori, comunque, si sono rifugiati all’interno di una farmacia e qui hanno chiamato i carabinieri.

Le grida avrebbero impedito di portare a termine quello che viene raccontato come un fallito tentativo di rapimento. La giovane, in abiti da runner, è stata poi immobilizzata dai militari dell'Arma che l’hanno bloccata a terra mentre continuava a dare in escandescenze.

Sul posto, oltre ai carabinieri, sono giunti soccorsi della Croce Rossa di Imperia e il 118 che hanno calmato la ragazza, portata in caserma, e accompagnato i parenti della bambina in ospedale per le cure del caso. Danni anche per la farmacia.

I militari stanno comunque cercando di ricostruire i dettagli della vicenda. "Non si è trattato di rapimento – dice il procuratore capo di Imperia Alberto Lari –: i genitori sono stati molestati ma non aggrediti, tanto che non hanno voluto neppure presentare denuncia formale".

Il Secolo XIX riporta fonti della stessa procura secondo la quale non sarebbe stato messo in atto alcun concreto tentativo di rapimento ma il gesto sarebbe da ricondurre all’azione di una persona instabile. 

Va chiarito anzitutto se la ragazza fosse una conoscente della famiglia e se fosse in uno stato di alterazione psicofisica al momento dei fatti.

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