Sirio Carmazzi in una foto su Facebook
in foto: Sirio Carmazzi in una foto su Facebook

Nella mattinata di ieri Davide, un cinquantenne di Viareggio, ha conosciuto quello che qualcuno ha già definito il suo “angelo custode”. Un uomo, Sirio Carmazzi il suo nome, che lo ha soccorso dopo che lui si era sentito male in strada. Davide era andato in arresto cardiaco lungo il marciapiedi, davanti a sua moglie e sua figlia. Le urla delle due donne spaventate hanno attirato l’attenzione di Sirio, un dipendente della Croce Rossa che ieri mattina non era in servizio ma che si trovava in un negozio per fare degli acquisti. Subito l’uomo è intervenuto con massaggio cardiaco e defibrillatore per tentare di tenere in vita il cinquantenne. Il dipendente della Croce Rossa si è inginocchiato accanto al paziente, gli ha strappato la camicia e ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Nel frattempo ha chiamato il 118 e in attesa dell’ambulanza ha proseguito nelle operazioni salvavita aiutato anche da un volontario della Misericordia di Massarosa che come lui è capitato lì per caso. Arrivati i soccorsi, il cinquantenne è stato portato d’urgenza in codice rosso all’Opa di Massa, dove fortunatamente ha ripreso conoscenza e iniziato a respirare autonomamente.

“Dovevo trovarmi lì in quel momento” – “La soddisfazione più grande per me che faccio questo lavoro da trent’anni è quella di poter sentire che l’intervento è andato a buon fine, che quell’uomo non ha avuto danni cardiaci o cerebrali. È una gratificazione unica”, le parole riportate dal quotidiano La Nazione dell’“angelo custode” Sirio Carmazzi, felice nel sapere che l’uomo è salvo. “Per fortuna da una casa privata è uscito un signore, un dentista, con un suo defibrillatore. Questo – ha detto ancora Sirio – mi ha permesso di dare una prima scarica. E poi a breve distanza una seconda scarica, a seguito della quale l’uomo ha ripreso a dare segni di vita”. L’ambulanza della Croce Rossa è arrivata in sei minuti, probabilmente troppi se sul posto non ci fosse stato Sirio. “E pensare che avevo avuto una serie di ritardi ieri mattina. Sono fatalista, si vede che dovevo trovarmi lì proprio in quel momento. Va anche detto che ha funzionato benissimo il coordinamento con il 118 e tutti questi fattori insieme, compresa la presenza di un volontario della Misericordia di Massarosa, hanno contribuito a salvare la vita di quella persona”, ha aggiunto ancora l’uomo al quotidiano. E intanto su Facebook sono tanti i messaggi arrivati sulla bacheca di Carmazzi: “Orgoglioso di essere tuo amico”, scrive qualcuno, “Un angelo tra noi, grazie”, si legge in un altro dei tanti commenti.