Dai camper turistici alle ambulanze. Dalle ambulanze ai tir ospedalieri che sostituiscono i reparti di Terapia intensiva. E da questi ultimi, adesso, ai mezzi in grado di mantenere temperature bassissime per trasportare l'eventuale vaccino. C'è un'azienda, alla zona industriale di Catania, che da quando è iniziata l'emergenza nuovo coronavirus non si è fermata un attimo: mai come durante questa pandemia è stato così importante assemblare le autoambulanze in breve tempo.

"Lunedì arriva il furgone vuoto dalla casa di produzione, venerdì c'è un'unità di Rianimazione marciante", afferma Giovanni Grasso, socio della GGG Elettromeccanica, impresa a conduzione familiare nata nel 1962Tre generazioni di ingegneri che, adesso, hanno deciso di dedicarsi alla sanità. E che hanno messo a punto un sistema ospedaliero modulare che si muove sui container a ruote: dal triage al ricovero intensivo, "compresi respiratori polmonari, cardio monitor, sistemi di produzione di ossigeno, impianti per i liquidi e stanza dei medici. Costa sui 200mila euro", prosegue Grasso, docente di Progettazione meccanica all'università di Catania e nipote del fondatore dell'impresa.

Nel capannone gli operai sono al lavoro per assemblare gli interni delle ambulanze e allacciare le parti elettriche e meccaniche. Al piano di sopra, invece, ci sono le macchine che stampano e sagomano i dettagli. Ce n'è una fila tutti pronti, "ma attendiamo che ci arrivino i furgoni per poterli montare". "A febbraio – spiega Grasso – il nostro ufficio di progettazione si è chiuso in una stanza e ha deciso di affrontare la Covid-19 come un foglio bianco. Immaginando problemi e soluzioni tentando di partire da zero". I progetti realizzati e scartati sono stati tanti. Finché non si è deciso di mettere a frutto l'esperienza di trent'anni di allestimento di ambulanze e di lavorare sulle ruote. "Abbiamo pensato al sistema dei container, immaginando l'intero percorso del paziente Covid: il triage con filtraggio dell'aria, lo spazio per eseguire i tamponi e attrezzature di rianimazione d'emergenza, per eventuali aggravamenti improvvisi. Poi il reparto di Terapia intensiva, con quattro posti letto completamente attrezzati. La Tac mobile e, infine, l'ambulanza di biocontenimento per il trasporto del paziente".

"Si tratta di strutture di dimensioni contenute, che escono dai nostri magazzini pronte all'uso. Servono due ore per metterle in funzione e possono essere piazzate in qualunque luogo raggiungibile tramite una strada asfaltata", conferma Giuliana Nicoletti, socia dell'azienda e moglie di Grasso. "Siamo in grado di produrne dieci ogni mese, ma possiamo decuplicare all'occorrenza la nostra capacità di realizzazione", aggiunge Nicoletti. Per il momento, le unità mobili di Terapia intensiva sono prototipi. "Un container per triage e tamponi è pronto per partire per la Toscana", spiega il marito. Le ambulanze di biocontenimento, invece, sono state realizzate per alcune divisioni dei ministeri dell'Interno e della Difesa.

Nel frattempo, l'impresa lavora anche sui veicoli per il trasporto dei vaccini: le poche informazioni arrivate fino a questo momento parlano di temperature fino a meno 80 gradi per mantenere in buone condizioni il vaccino prima della somministrazione. "Abbiamo un prototipo in grado di alimentare un doppio box termico che mantiene la temperatura richiesta, in tutto il Paese serviranno almeno duecento veicoli del genere. Ma dipenderà molto anche dal packaging deciso dalla casa farmaceutica", conclude l'ingegnere.