Vietato l'utilizzo di una fontana ai migranti e ai senza fissa dimora. L'ultimo episodio di discriminazione riguarda Ventimiglia, dove il sindaco Gaetano Scullino, 72 anni, a capo di una giunta di destra con una connotazione decisamente leghista – ha deciso di far rimuovere una fontanella all'ingresso del parco intitolato a monsignor Tommaso Reggio poiché lì immigrati e clochard sovente si dissetavano o rinfrescavano la mattina presto o la sera tardi. L'amministrazione della città ligure – attraversata da migliaia di stranieri che tentano di raggiungere la Francia – avrebbe potuto risolvere il problema installando un bagno pubblico ma ha preferito spostare la fontana all'interno del giardino pubblico affinché venga utilizzata solo da mamme e bambini. Come spiega Repubblica in un articolo a firma di Marco Preve, "contro la decisione del sindaco Scullino è annunciata un’interrogazione del consigliere di minoranza Massimo D’Eusebio, lo stesso che aveva votato contro l’ampliamento dell’utilizzo del Daspo, sempre in funzione anti migranti, decisa dalla maggioranza alla guida della città di confine".

Due anni fa una decisione del genere venne presa dal sindaco di Gorizia che aveva privato dell’unica fontana gruppi di migranti in transito nella sua città. Nello stesso anno molti abitanti di Ventimiglia avevano protestato contro il sindaco Pd Enrico Ioculano che con un’ordinanza aveva vietato che volontari consegnassero cibo ai migranti in punti improvvisati. La decisione era stata spiegata con ragioni sanitarie e anche in quel caso di decoro in un periodo in cui, diversamente da oggi, la città di confine doveva fare i conti con un flusso di migranti molto intenso. Gaetano Scullino – ricorda ancora Repubblica – "si è candidato e ha vinto le elezioni dopo una lugna vicenda processuale che lo vedeva imputato in un processo di ‘ndrangheta". Da quelle accuse è stato assolto.