Terremoto-Amatrice

Sono numerose e si moltiplicano di ora in ora le iniziative di solidarietà organizzate in tutta Italia in favore delle vittime del terremoto che stanotte ha colpito il Centro Italia, in particolare Amatrice e Accumoli nel Lazio e ad Arquata e Pescara sul Tronto, nelle Marche. Non solo i cittadini italiani si sono mobilitati per fornire aiuti economici, generi alimentari e supporto nelle zone colpite dal gravissimo sisma delle 3.36 del mattino, ma anche molti migranti ospiti dei centri di accoglienza sparsi nel Belpaese hanno manifestato l'intenzione di voler dare una mano e si sono mobilitati per poter prestare la propria collaborazione. Nelle stesse ore in cui alcuni politici chiedono di buttare fuori dagli alberghi i migranti per fare spazio agli sfollati laziali e marchigiani all'urlo "prima gli italiani", i migranti rispondono – seppur involontariamente – a tanta demagogia mettendosi a disposizione e chiedendo di poter aiutare chi finora li ha accolti e ha dato loro la possibilità di vivere in Italia.

Così questa mattina venti richiedenti asilo di origine nordafricana, ospiti in una struttura gestita dal Gruppo Umana Solidarietà di Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, sono partiti alla volta di Amandola, in supporto alla Protezione Civile locale, per aiutare i residenti del piccolo centro fermano abitato da 3.600 persone, tra i più colpiti dal sisma. "Sono stati i richiedenti asilo a chiedere di poter dare una mano in questo momento tragico per la regione Marche che li ospita", ha spiegato Paolo Bernabucci, uno dei responsabili del GUS.

Non viene solo dalle località vicine ai luoghi del terremoto la solidarietà dei migranti. A Gioiosa Ionica, in Calabria, alcuni migranti ospiti delle strutture gestite dalla Rete dei Comuni Solidali, hanno manifestato l'intenzione di voler devolvere la propria "pocket money" giornaliera, ovvero la somma giornaliera che lo Stato garantisce a ogni migrante per le piccole spese personali, per destinarla agli ospiti dei centri di accoglienza di Amatrice. Nella cittadina laziale, infatti, fino a ieri esistevano cinque centri per i migranti, tutti crollati nel corso della notte. L'iniziativa ha ricevuto il plauso dell'Associazione nazionale comuni italiani che auspica un moltiplicarsi di iniziative del genere.