È stata una meningite batterica ad uccidere Swami Codognola, figlia di Paolo, ex portiere del Chievo Verona, città in cui la giovane viveva. La giovane a soli 17 anni è deceduta lunedì scorso all'ospedale di Atene, in cui era stata trasportata da Naxos, isola dell'Egeo dove si trovava in vacanza con la mamma e il compagno di lei. La conferma, come riporta il quotidiano L'Arena, è arrivata dal nosocomio della capitale greca, dopo che nei giorni scorsi erano state avanzate varie ipotesi, tra cui anche quello dello choc anafilattico dovuto a puntura di insetto o pesce. La notizia ha fatto immediatamente il giro di Verona e provincia, in particolare a San Giovanni Lupatoto, dove Swami risiedeva e frequentava il liceo classico Scipione Maffei. È stata comunque disposta l'autopsia per un'ulteriore conferma della diagnosi.

È scattata così la profilassi per i ragazzi che negli ultimi giorni, prima della partenza della giovane per le vacanze, l'avevano frequentata. Prima di volare in Grecia, infatti, Swami era stata ad una festa in piscina a Zevio con una trentina di coetanei: per tutti è stata consigliata la profilassi. La ragazza aveva cominciato a stare male venerdì scorso, il giorno dopo il suo arrivo in Grecia, con febbre alta e contrazioni muscolari. All'inizio non sembrava nulla di grave, un colpo di sole o la puntura di qualche insetto, ma la situazione è poi peggiorata. Quando sulla sua pelle è apparso un forte rush cutaneo, la mamma ha deciso di trasferire la 17enne al pronto soccorso dell'ospedale di Naxos. Ma i medici, rendendosi conto della criticità delle sue condizioni, hannoo chiesto che venisse trasportata in elisoccorso ad Atene, dove però è entrata in  coma ed è deceduta nella giornata di lunedì, nel giro di soli 3 giorni dal manifestarsi dei primi sintomi.

Intanto, tutta la comunità locale è sotto choc per quanto successo. Anche il Chievo Verona si è stretto intorno al dolore della famiglia inviando, tramite il presidente Luca Campedelli, un messaggio di vicinanza al papà Paolo, che per altro non ha nemmeno fatto in tempo a salutare la figlia. "Io, appena venerdì Michela mi ha detto che Swami stava male sono partito. Quando sono arrivato all’ospedale di Atene lei era già in coma. Non sono nemmeno riuscito a salutarla, era già senza conoscenza, ormai era senza speranza", ha detto Paolo Codognola tra le lacrime a L'Arena.