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Uccisero 43enne a colpi di pistola dopo lite social, carabinieri incastrano 27enne dal tatuaggio

A incastrare il 27enne un particolare tatuaggio che gli inquirenti hanno notato ed estrapolato dalle immagini della videosorveglianza dopo una lunga e approfondita analisi dei vari fotogrammi. Per i carabinieri di Bari il giovane sarebbe il complice del 24enne già arrestato per lo stesso delitto.
A cura di Antonio Palma
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Un giovane di 27 anni è stato arrestato dai carabinieri a Bari con la pesantissima accusa di omicidio e porto illegale di armi. L'omicidio è quello di Giovanni Colaianni, l'uomo di 43 anni freddato a colpi di pistola nell'androne del palazzo dove abitava la sera del 22 giugno scorso. Secondo gli inquirenti, il 27enne sarebbe il complice del giovane di 24 anni che era stato già sottoposto a fermo di indiziato di delitto a poche ore dai fatti.

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A incastrare il 27enne un particolare tatuaggio che gli inquirenti hanno notato ed estrapolato dalle immagini della videosorveglianza dopo una lunga e approfondita analisi dei vari fotogrammi. Dai video della zona, infatti, era emerso con chiarezza che ad agire erano stati in due. Oltre al 24enne, vi era un altro giovane dal volto travisato che, dopo una indagine durata oltre sette mesi, gli inquirenti son riusciti a individuare e collocare sul posto dell'omicidio la sera del delitto.

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Oltre al particolare tatuaggio, a carico del 27enne, già noto alle forze dell’ordine, anche una sua impronta digitale rimasta impressa sulla parte interna del portone condominiale della vittima ed estrapolato dai reparti della scientifica durante i rilievi.

I militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro, inoltre, attraverso attività tecniche svolte sul cellulare della vittima, sono riusciti a individuare l'uomo come autore delle minacce di morte alla vittima attraverso un proprio account social. Per questo a carico del 27enne è stata emessa dal gip di Bari un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, su richiesta della Procura, eseguita dagli stessi carabinieri.

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Secondo quanto ricostruito, Giovanni Colaianni, già noto alle forze dell'ordine, fu ucciso mentre rientrava a casa, nel quartiere Libertà di Bari, dopo una lite social tra due gruppi familiari, per futili motivi. Dagli insulti si sarebbe passati alle minacce e ai fatti fino all'agguato nell'androne del palazzo con i due colpi di pistola, uno alla gamba e uno al torace, che hanno ucciso Colaianni.

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