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Uccise il compagno di cella ad Ascoli, latitante arrestato in Sicilia

Mohamed Ben Alì, il 31enne tunisino condannato dalla Corte d’Appello di Ancona a dieci anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale di Achille Mestichelli, è stato arrestato a Ragusa dopo una lunga latitanza.
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A cura di Davide Falcioni
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È stato catturato ieri dagli agenti del commissariato di polizia di Ragusa Mohamed Ben Alì, il 31enne tunisino condannato dalla Corte d’Appello di Ancona a dieci anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale di Achille Mestichelli, 53enne di Ascoli Piceno che morì il 18 febbraio 2015 a causa delle gravissime lesioni riportate in una lite avuta con il nordafricano qualche giorno prima, il 13 febbraio, all'interno di una cella del carcere di Marino del Tronto

Il tunisino, difeso dall’avvocato Umberto Gramenzi, si era reso irreperibile e di conseguenza non ha iniziato a scontare la pena quando, ad aprile 2019, il pronunciamento della Cassazione l’ha resa definitiva. Ieri, nel corso di un controllo in provincia di Ragusa, è emerso che deve scontare 9 anni 3 mesi e 3 giorni quale residuo dell’omicidio Mestichelli e un’altra condanna per una pena complessiva di 11 anni, 4 mesi e 26 giorni. Di conseguenza è stato rinchiuso nel carcere Ragusa. Ben Alì è per altro sotto processo per reati legati al traffico di droga fra Ascoli e Fermo.

Secondo la Procura di Ascoli all’esito delle indagini dei carabinieri, Mestichelli si sarebbe ferito in modo molto grave dopo aver subito uno schiaffo ed una spinta, battendo su uno sgabello. La morte era stata quindi una conseguenza non prevista da chi lo aveva picchiato, chiaramente senza l’intenzione di provocare il decesso.

Di tutt'altro avviso invece i familiari della vittima che nei vari gradi di giudizio hanno sostenuto attraverso l’avvocato Felice Franchi l’ipotesi che l’ascolano fosse stato invece colpito deliberatamente e ripetutamente, probabilmente proprio usando lo sgabello di legno sul quale c’erano tracce di sangue che gli stessi detenuti avrebbero ripulito, come pure il resto della cella. L’autopsia sul corpo di Mestichelli ha evidenziato innanzitutto la frattura osso temporale del cranio che lo ha portato alla morte. Il cadavere dell'ascolano presentava però anche diverse fratture: quella di una vertebra lombare, di sette costole all’emitorace sinistro, sul lato sinistro della milza e del bacino.

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