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Elena Ceste: storia di un omicidio premeditato

Tutti i misteri sul caso Elena Ceste

Il caso Elena Ceste, dalla sparizione al ritrovamento del corpo: nove mesi di ricerche, ipotesi e misteri sulla scomparsa e la morte della mamma 37enne di Costigliole d’Asti.
A cura di Susanna Picone
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Elena Ceste, mamma 37enne di quattro figli, era scomparsa dalla sua abitazione di Costigliole d’Asti il 24 gennaio del 2014. A denunciare la sua scomparsa fu il marito Michele Buoninconti, vigile del fuoco. L’uomo raccontò che alle 8 del mattino di quel giorno Elena Ceste gli aveva chiesto di accompagnare i bambini a scuola perché lei si sentiva male. Gli ultimi a notare la donna sarebbero stati i vicini di casa che l’avrebbero osservata muoversi nel cortile dell’abitazione all’interno del cancello. Poi, al rientro a casa del marito, dopo circa un’ora, Elena era già scomparsa. A questo punto i primi misteri sul caso. Secondo la versione di Buoninconti, la donna aveva lasciato in casa il cellulare, gli occhiali da vista e la giacca che solitamente indossava per uscire. Ma soprattutto Michele Buoninconti disse di aver trovato i vestiti della moglie dietro il cancello di entrata, nel cortile di casa. Come se lei si fosse spogliata prima di andare via.

Le ricerche di Elena Ceste e i misteri sulla sua scomparsa

Immediatamente scattano le ricerche per ritrovare la mamma di Costigliole d’Asti. In questi nove mesi sono state ipotizzate diverse piste. Si è parlato di rapimento, di suicidio, di omicidio, di fuga volontaria. Ci sono state segnalazioni, falsi allarmi, mitomani e ricerche all’estero. A marzo 2014 si seguono in particolare due piste: quella del ricatto amoroso (il marito Buoninconti ha parlato di una foto che ritrae Elena abbracciata a un uomo che le teneva in pugno), e la segnalazione di un uomo che la vede in tram a Torino. Data l’assidua a frequentazione della 37enne con la parrocchia, qualcuno aveva pensato anche che la donna scomparsa avesse cercato rifugio in un convento dopo aver subito uno choc. L’ultima pista seguita portava addirittura a Tenerife. Di Elena Ceste si è detto che nei giorni precedenti alla scomparsa sarebbe apparsa inquieta e preoccupata. Il giorno prima di sparire la 37enne aveva detto in lacrime a una vicina di casa che non la lasciavano stare, che si sentiva sulla bocca di tutti. Il marito Michele Buoninconti disse anche che la sera prima della scomparsa della moglie aveva avuto un confronto con lei. Si parlava di tradimenti. Elena Ceste, raccontò lui, gli aveva detto di essere vittima di un ricatto via sms ad opera di un uomo. La casa in cui la coppia viveva è stata setacciata più volte alla ricerca di tracce utili all’indagine.

Il ritrovamento del cadavere e le accuse per il marito

Il 18 ottobre, a nove mesi dalla scomparsa di Elena Ceste, viene trovato un corpo in avanzato stato di decomposizione in un canale di scolo nelle campagne vicino alla casa della donna. La conferma arriva cinque giorni dopo dall’esame del Dna: si tratta proprio del cadavere di Elena. La donna era dunque rimasta sempre lì, poco lontano l’abitazione in cui viveva con il marito e i figli piccoli. E a poche ore dalla conferma della morte di Elena Ceste arriva l’altro colpo di scena. Gli inquirenti iscrivono nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere il marito Michele Buoninconti. Nei mesi precedenti al ritrovamento del cadavere l’uomo è stato ascoltato più volte in qualità di testimone e ha partecipato a diverse trasmissioni televisive durante le quali è apparso disperato per la scomparsa della moglie e ha lanciato appelli per ritrovarla.

Anche dopo l’autopsia resta il mistero sulla morte di Elena Ceste

Ma, nonostante il ritrovamento del cadavere, resta il mistero sulle cause della morte di Elena Ceste. Neppure l’autopsia dà al momento risposte: secondo i primi risultati sul corpo della donna non ci sarebbero tracce evidenti di ferite o di traumi in qualche modo collegati alla sua morte. Le lesioni sul cranio, esposto per mesi alle intemperie, sarebbero compatibili con le condizioni in cui è stato trovato. Ma anche su queste indiscrezioni restano dubbi e misteri. Dopo il ritrovamento del corpo sono stati trovati altri resti della donna che, stando a quanto si è appreso, non modificano il quadro emerso dall’autopsia. Parti di mani e piedi, insieme ad alcune vertebre, riemerse nello stesso luogo  in cui è stato trovato il cadavere della donna scomparsa il 24 gennaio. Al momento restano dunque un mistero le cause della morte della madre di quattro bambini. Per sperare di far luce sul giallo bisognerà attendere gli esami tossicologici e istologici. I carabinieri intanto proseguono senza sosta le indagini, coordinate dalla procura di Asti, per sperare di giungere alla verità sul caso di Elena Ceste.

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