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Trovato corpo lungo la costa libica: potrebbe essere di Mimmo Piepoli, scomparso a maggio. Verifiche in corso

Trovato un corpo lungo la costa libica, nell’area di Bengasi. Potrebbe appartenere a Mimmo Piepoli, il kitesurfista 39enne di Erchie scomparso in mare il 1° maggio a Porto Cesareo. Verifiche in corso da parte delle autorità italiane, richiesto esame del Dna.
Da sinistra, mappa del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV; Mimmo Piepoli, il 39enne di Erchie scomparso il 1° maggio.
Da sinistra, mappa del Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV; Mimmo Piepoli, il 39enne di Erchie scomparso il 1° maggio.

Trovato lungo la costa della Libia, nell'area di Bengasi il corpo di un uomo che potrebbe appartenere a Mimmo Piepoli, il kitesurfista di 39 anni di Erchie scomparso lo scorso primo maggio mentre praticava kitesurf nelle acque di Porto Cesareo. Al momento l'identità del cadavere non è stata confermata, sono in corso verifiche.

La notizia è riportata da alcuni siti libici, che riferiscono informazioni ricevute dall'Unità di soccorso marittimo Hatem Belhaj Ali. Del ritrovamento sono state informate ance le autorità italiane. A quanto si apprende, dare l'allarme sarebbe stato un pescatore.

Il corpo apparirebbe scheletrizzato e, stando a quanto riportano ancora media libici, avrebbe indosso la muta. Sarebbe inoltre agganciato alla tavola da surf. L'attrezzatura sarebbe compatibile con quella che il surfista salentino era solito usare.

La salma è stata trasferita in ospedale per le procedure legali e mediche necessarie all‘identificazione che avverrà attraverso l'esame del Dna. A dare la notizia, in un lungo post su Facebook, è anche il Comitato Scientifico Ricerca Scomparsi OdV. 

"Da una prima analisi, la salma, che indossava ancora la muta ed era ancorata alla propria tavola da surf, ha fatto presumere che potesse provenire dall’Europa. Immediatamente, alcuni attenti lettori della nostra pagina ufficiale si sono attivati per cercare di comprendere di chi potesse trattarsi, arrivando alla scheda che avevamo pubblicato e al nostro numero di contatto", si legge.

"Anche noi ci siamo subito mobilitati per trasmettere tempestivamente la segnalazione alle Autorità italiane, affinché si potesse procedere a una identificazione certa della persona. Abbiamo inoltre contattato la moglie di Mimmo Piepoli, affinché potesse venire a conoscenza di questa possibile correlazione direttamente da noi, evitando che apprendesse la notizia tramite i social o la stampa", aggiungono.

L’attivazione delle istituzioni è stata immediata, fa sapere ancora il Comitato: "I Carabinieri di Erchie si sono messi al lavoro e, grazie ai riferimenti raccolti, auspichiamo che possa giungere al più presto una conferma, purtroppo dolorosa, per la famiglia".

"Nella giornata di ieri, il nostro impegno è stato anche quello di impedire la diffusione di immagini che non sarebbero state idonee a ricordare Mimmo con il rispetto e la dignità che merita. – conclude la nota – Confidiamo nella massima celerità nello svolgimento delle verifiche necessarie".

Sposato e padre di due figli, grande appassionato di mare e di sport acquatici, Pipoli il primo maggio era uscito in mare per una sessione di kitesurf nella Baia Grande di Porto Cesareo, nel tratto di mare compreso tra Torre Chianca e Torre Lapillo.

In quelle ore il mare era in condizioni particolarmente impegnative a causa della forte tramontana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nei mesi scorsi, le violente raffiche di vento potrebbero aver sospinto al largo il 39enne, impedendogli di fare ritorno verso la costa.

Immediatamente erano partite le operazioni di ricerca, in cui erano stati impegnati gli uomini della guardia costiera, della guardia di finanza e della Marina militare che con le motovedette e tantissimi volontari lo avevano cercato senza sosta ma invano. Infatti, da quel giorno dell'uomo si erano perse completamente le tracce.

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