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27 Settembre 2021
16:27

Trombe d’aria e mini uragani in arrivo in Italia, Giuliacci: “Mari troppo caldi, a rischio 3 regioni”

Secondo il colonnello Mario Giuliacci, che a Fanpage.it ha fatto il punto della situazione sui danni provocati dagli eventi meteorologici estremi dei giorni scorsi, “nei prossimi mesi, tra ottobre e novembre, aumenteranno le trombe d’aria e ci saranno anche mini-uragani che raggiungeranno la Sicilia a causa della temperatura troppo alta raggiunta dai mari”.
A cura di Ida Artiaco
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In ottobre e novembre dovremo aspettarci un aumento del numero delle trombe d'aria e di altri eventi violenti soprattutto al Sud, dove i mari sono troppo caldi a causa della durata persistente dell'anticiclone nord africano negli ultimi mesi. Parola del colonnello Mario Giuliacci, meteorologo e direttore operativo di meteogiuliacci.it, che a Fanpage.it ha fatto il punto della situazione dopo i danni provocati dal maltempo ieri in Toscana e in Liguria e nei giorni scorsi anche in Lombardia. E il peggio deve ancora venire. Secondo l'esperto, infatti, nei prossimi mesi andremo incontro ad un aumento di fenomeni del genere.

Nel 2021 già quasi 140 trombe d'aria in Italia

Già i numeri parlano chiaro. "In Italia negli anni Settanta, Ottanta e Novanta – ha spiegato Giuliacci – avevamo al massimo una cinquantina di trombe d'aria in una estate. Nel 2020 già ne abbiamo avute 72, e quest'anno ne abbiamo avute ben 105 fino alla settimana scorsa, a cui si aggiungono le 32 verificatisi solo ieri secondo dati della Coldiretti. Parliamo di circa 140 trombe d'aria in pochi mesi". A cosa è dovuta questa situazione? "Come tutti i fenomeni meteorologici violenti – ha continuato l'esperto -, anche le trombe d'aria si alimentano di calore e quest'anno il Mediterraneo ha assorbito tantissimo calore  a causa della presenza troppo persistente dell'anticiclone nord africano. Quasi tutti i nostri mari raggiungono la massima temperatura tra agosto e settembre e mantengono questo eccesso di calore rispetto alla terraferma fino a fine novembre. I mari sono sempre più caldi in questo periodo ma quest'anno lo sono in maniera eccezionale, addirittura quelli intorno alla Sicilia hanno subito un aumento di 3 gradi rispetto alla temperatura prevista".

Occhi puntati su Sicilia, Calabria e Sardegna

Dunque, l'eccesso termico giustifica la presenza di questi fenomeni, che saranno particolarmente violenti soprattutto su 3 Regioni italiane. "Anche negli anni passati le trombe d'aria in ottobre e novembre si manifestavano soprattutto sulla Sicilia, la Calabria, la Puglia e sulla Sardegna perchè i mari sono ancora abbastanza caldi. Non ci dobbiamo dunque meravigliare, fa parte della normalità, ma ce ne aspettiamo di più e più violente perché proprio i mari sono molto più caldi rispetto a quanto dovrebbero essere. Parliamo soprattutto di trombe marine laddove le temperature dei mari sono sopra i 26/27 gradi e cioè in quelli adiacenti la Sicilia, non necessariamente lungo le coste, la Calabria e sull'est della Sardegna". Riflettori puntati soprattutto sulla Sicilia dove potrebbero verificarsi anche mini-uragani: "I mari a sud della Sicilia, a circa 100 km a sud verso le acque libiche, si raggiungono i 28 gradi. Qui potrebbero nascere i cosiddetti Mediterranean Hurricane, mini uragani dal diametro meno grande di quelli tropicali, un misto tra i nostri cicloni mediterranei e i cicloni tropicali".

Cosa succede nei prossimi giorni

Eventi violenti potrebbero verificarsi già a partire da domani. "Aspettiamoci questi eventi anche nei prossimi giorni – ha concluso Giuliacci – perché sono in arrivo due perturbazioni che porteranno aria più fredda che scorrerà sul mare troppo caldo dando vita a questi eventi estremi. Da domani, martedì 28 settembre, giungerà al Sud la perturbazione che ieri era a Nord. Può darsi che qualche tromba marina si affacci nei mari adiacenti la Sicilia e la bassa Calabria. Poi venerdì e sabato ce ne sarà un'altra, sempre al sud. Ancora una volta, le aree più probabili per trombe d'aria marine sono quelle a sud della Sicilia e la Calabria ionica".

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