Sabrina Gattar, 27 anni di Treviso, è rinata durante la pandemia Covid. Salvata dal diabete con un doppio trapianto rene-pancreas: il suo appello, "donate organi per donare nuova vita". Sabrina è una ragazza energica: "sono una leonessa. In casa, e all'Ospedale quando entro in reparto". Ha sempre sognato il giorno in cui tutto sarebbe finito, ma nel frattempo, non si è mai avvilita. Nonostante le dialisi in casa ha sempre provato a fare una vita normale, "non ho mai voluto abbattermi": la famiglia, le sue amiche, il lavoro, sono sempre state una costante della vita di Sara Gattar. Ma come una spada di Damocle, sulla sua vita c'era il diabete che lentamente divorava la salute della giovane trevigiana.

"Con la prima ondata mi avevo messo il cuore in pace", racconta", se mai dovranno operarmi, questo accadrà a fine 2021 o nel 2022″. Ma non è stato così. Durante la pandemia, una telefonata le ha cambiato la vita per sempre. "Il 16 novembre mi chiamano dall'Ospedale di Padova dicendomi che ci sono degli organi per me". La notizia dell'imminente operazione le suscitò due forti emozioni: la prima, la possibilità di iniziare una nuova vita senza dialisi in casa era elettrizzante, la seconda, abbracciare e ringraziare i familiari del donatore di organi che avrebbe ricevuto di li a poco. "Quello che stava accadendo era surreale", spiega Sara Gattar, "sembrava un sogno in quel momento, non riuscivo più a mangiare, a dormire. Volevo solo fare l'operazione".

Poi, l'intervento chirurgico è veramente arrivato: il giorno dopo Sara Gattar ha affrontato l'intervento in piena pandemia Covid. Doppio trapianto all'Ospedale di Padova. "La mia vita è cambiata", spiega Sara Gattar. "Io non finirò mai di ringraziare le persone, donatore, familiari, personale ospedaliero di Padova, che hanno permesso che la mia vita riprendesse senza problemi di salute". Poi, l'appello alla donazione di organi: "donare un organo è importane perché dai una vita nuova ad una persona che ne ha bisogno. Dai l'opportunità ad una persona che sogna di fare tante cose e magari non può per via di una malattia, di tornare a sperare, sognare e a vivere".