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Tremore gli rende la vita impossibile, microchip nel corpo controlla il Parkinson: “Nuova era”

Per la prima volta in Italia installato su un paziente un dispositivo di ultima generazione per la neurostimolazione profonda in modo da controllare gli effetti del Parkinson. “È l’inizio di una nuova era” spiegano dall’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna.
A cura di Antonio Palma
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Il tremore incontrollabile scatenato dal Parkinson gli aveva reso la vita impossibile, costringendolo a cambiare abitudini e stili di vita ma con un intervento all'avanguardia ora Gabriele Selmi, ex direttore di banca bolognese, è rinato. Grazie all’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, infatti, gli è stato impiantato un microchip nel corpo che ha messo sotto controllo gli effetti della malattia ridandogli nuova vita.

Il trattamento, avvenuto nel gennaio scorso e perfettamente riuscito, è stato presentato in questi giorni all'IRCCS dell'Ospedale Bellaria di Bologna e salutato come nuova era per la cura della Malattia di Parkinson. Il trattamento consiste nell’impianto di uno stimolatore nel corpo del paziente, una sorta di pacemaker che eroga una corrente elettrica andando a stimolare i nuclei profondi del cervello. Grazie a questi impulsi si tengono sotto controlli i sintomi della malattia, come appunto il tremore intenso, migliorando nettamente la qualità di vita del paziente.

Il dispositivo, che è anche ricaricabile via bluetooth, serve anche a raccogliere dati precisi per ottimizzare le terapie, come l’attività motoria del paziente, permettendo così di ridurre i farmaci necessari. "È l’inizio di una nuova era" ha dichiarato il professor Pietro Cortelli, direttore operativo dell’Ircss e del Centro Disordine del Movimento, spiegando: "Possiamo registrare questa attività e contestualmente stimolare, quindi otteniamo una stimolazione ideale per il paziente in base al giorno e al momento".

"La mia vita è cambiata in modo radicale" ha spiegato il 66enne bolognese che ha scoperto il Parkinson otto fa proprio per i tremori al braccio destro. "Avevo un tremore piuttosto forte al braccio destro e questo tremore, adesso, non c’è praticamente più. Era molto invalidante, dovevo tenere sempre ferma la mano" ha raccontato al Resto del Carlino, aggiungendo: "Ora tornerò in palestra, in piscina, farò ginnastica. Tutto quello che facevo prima, insomma".

Per ora solo pazienti con determinate caratteristiche possono sottoporsi a questo intervento ma si tratta di un enorme passo avanti. "Per la prima volta in Italia abbiamo installato su un paziente un dispositivo di ultima generazione per la neurostimolazione profonda. Si tratta di un enorme passo in avanti per la cura di questa patologia, ed è frutto dell’eccellente lavoro del nostro Istituto" ha spiegato l'assessore regionale Raffaele Donini.

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