30 Novembre 2022
20:03

Tre anni dopo la morte della mamma confessa: “L’ho soffocata perché soffriva troppo”. Condannato

Gianni Ghiotti è stato condannato dalla Corte d’appello a Torino a sei anni e sette mesi di reclusione. Aveva raccontato ai carabinieri di aver soffocato l’anziana madre con un cuscino perché soffriva troppo e in primo grado era stato assolto.
A cura di Susanna Picone

Gianni Ghiotti, ex operaio di Piovà Massaia (Asti) oggi cinquantacinquenne, è stato condannato dalla Corte d'appello a Torino a sei anni e sette mesi di reclusione. Una condanna arrivata dopo che in primo grado era stato assolto.

Nel 2020, secondo la ricostruzione, l’uomo si presentò dai carabinieri dicendo che tre anni prima aveva ucciso, soffocandola, la madre. Una donna anziana e gravemente malata. Lo aveva fatto, secondo il suo racconto, per mettere fine alle sue sofferenze.

La mamma si chiamava Laura Tortella e aveva 91 anni: soffriva di una gravissima forma di osteoporosi che la costringeva all’immobilità. Anche dei movimenti minimi bastavano per provocarle delle fratture. Il figlio ai carabinieri spiegò di averla soffocata con un cuscino. 

L’anziana signora era stata trovata senza vita nel 2017 nella sua casa nell'Astigiano e inizialmente il suo decesso era stato archiviato come naturale. Solo tre anni dopo si era tornati a parlare di lei perché il figlio Gianni si era appunto presentato dai carabinieri dicendo che era stato lui a soffocarla.

In primo grado un gip del tribunale di Asti lo aveva assolto giudicandone il racconto non credibile: "Ha raccontato – scriveva il giudice – qualcosa di cui è intimamente convinto ma che non corrisponde alla realtà dei fatti". Ora, invece, la condanna.

"Attendiamo le motivazioni della sentenza – è il commento dell’avvocato difensore dell’imputato, Marco Dapino – per valutare l'opportunità di presentare un eventuale ricorso per Cassazione. Avendo i giudici ritenuto di credere alla confessione dell'imputato hanno comunque considerato tutte le particolarità del caso, condannando lo stesso alla pena più bassa possibile in base alla legge".

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