exomars

La strutture presenti all'interno dello stabilimento di Altec sembrano quelle di un set cinematografico di un film dedicato all'esplorazione marziana: fondali, terreno sabbioso e sassi rossastri, gigantesche piattaforme meccaniche che simulano pendenze fino a 30°, piccoli hangar speciali in grado di riprodurre la luce sulla superficie di un altro pianeta. Si capisce subito però che non sono finito in mezzo alle riprese di un kolossal di fantascienza, perchè la presenza di tecnici operativi dietro lunghe file di monitor mi informa che in realtà sono in uno dei centri per le telecomunicazioni spaziali più all'avanguardia d'Europa. Si trova a Torino in mezzo a quello che viene definito il polo dell'aerospazio italiano. Nel raggio di un chilometro dalle infrastrutture di Altec infatti di trovano Thales Alenia Space Italia e Leonardo e qui siamo nel cervello della missione Exomars il cui lancio in orbita è previsto per il settembre 2022.

Vincenzo Giorgio è il CEO di Altec ed è lui a raccontarmi che cosa sta succedendo. "Il Centro di Controllo Missione – mi spiega – è già operativo e tra qualche settimana arriverà il gemello del Rover che verrà lanciato l'anno prossimo, così cominceremo le operazioni di simulazione per essere pronti ad ogni evenienza quando il Rover sarà sulla superficie di Marte".

Il ROCC, così viene chiamato, Rover Operation Control Center, è la mente che invierà i comandi nello spazio, attraverso la collaborazione di un centro a Darmstadt in Germania: da lì il segnale passerà da Cebreros, in Spagna, dove un'antenna lo lancerà nello spazio. Il progetto Exomars è un progetto dell'ente spaziale europeo e l'attività del rover sulla superficie marziana sarà complementare a quella di Perseverance, il rover che è atterrato nelle scorse settimane.

"Questo Rover è equipaggiato con un trapano in grado di perforare la superficie fino a 2 metri di profondità – prosegue Vincenzo Giorgio – e grazie al mini laboratorio che ha in pancia sarà in grado di analizzare autonomamente il materiale prelevato, campioni della dimensione di un filtro di sigaretta".

Un'analisi dei materiali fondamentale per preparare le future missioni che comprenderanno anche una presenza umana. "Fino ad oggi stiamo dimostrando di essere in grado di andare su Marte, ma dobbiamo imparare a tornare – riflette Vincenzo Giorgio – ma soprattutto dobbiamo imparare a usare quello che troveremo su Marte. Non possiamo portare tutta l'acqua e tutto il cibo dal nostro pianeta, dovremo essere in grado di produrre acqua e cibo sul pianeta rosso, stiamo pensando a come trovare l'acqua, come coltivare del cibo, come creare degli attrezzi con il materiale presente  attraverso delle stampanti 3d".

Questo centro sarà in prima linea anche nelle future missioni spaziali che andranno e torneranno da Marte nel 2026 e che avranno l'obiettivo di riportare sulla Terra entro il 2031 i primi campioni di materiale extraterrestre prelevati dall'umanità su un altro pianeta.